Gioco
«Qui il disabile si riprende la sua vita»
L’Associazione paraplegici inaugura la sede dentro l’ospedale. Il presidente Torsi: «Ci battiamo per l’autonomia di tutti»
LIVORNO. Da un lato la storica Fiat 500 di colore rosso del 1965, unica al mondo con i comandi manuali. Dall’altro l’imponente van multiadattato, che da fuori ricorda il mitico furgone della serie tv “A-Team”, ma che all’interno è elegante e ricco di comfort, primo in Europa nel suo genere con attrezzature all’avanguardia. Sono questi i due simboli della “visione” che caratterizza da anni l’Associazione paraplegici Livorno.
Una rivoluzione funzionale, che ha lo scopo di abbattere non solo le barriere fisiche, ma anche e soprattutto quelle culturali e sociali. Perché, come ricorda il presidente Fabrizio Torsi, il disabile non è un emarginato, o una persona da compatire. È un soggetto che, pur costretto a convivere con un handicap, vuole fortemente godere la sua vita al massimo delle proprie possibilità.
Ieri mattina l’Associazione ha posto l’ennesimo mattoncino a questo ambizioso progetto, inaugurando la nuova sede ufficiale all’interno dell’ospedale di viale Alfieri, nella parte più vicina agli uffici tecnici del presidio. Nel piazzale, oltre alla gloriosa 500 e alla “punta di diamante” del van Nerissimo, c’è posto per il parco macchine messo a disposizione di tutti coloro che hanno bisogno di usare un’auto multiadattata.
Nei nuovi, accoglienti locali, invece, trovano posto una elegante scrivania, un divanetto, un televisore ultimo modello, un altro più “classico” con lettore VHS, uno stereo. Incorniciato alla parete, lo diciamo con un po’ d’orgoglio, c’è anche un grande articolo del Tirreno, redatto in occasione del viaggio compiuto insieme a Fabrizio per ritirare il van Nerissimo a Pistoia, nel maggio del 2013. «Questo spazio - afferma con forza Torsi - non è un luogo in cui compatirsi, ma un punto dal quale ripartire».
Difficile immaginare cosa passa nella testa di una persona, magari un adolescente, che da un giorno all’altro, per un incidente, si ritrova a trascorrere il resto della vita da seduto. Troppo spesso la reazione più spontanea è quella di chiudersi nella propria disperazione. Il percorso che propone l’Associazione è esattamente l’opposto: ti presenti in sede, entri nella stanza, ti confidi con chi ha già vissuto la tua stessa situazione. «Però poi - spiega Fabrizio - ti prendi una macchina multiadattata e te ne vai fuori, a fare un giro e a constatare come la vita continui. Insomma: se passi di qui, non hai più scuse per rimanere in casa. Questa non è la sede del poverino, ma di coloro che decidono piuttosto di riprendere in mano indipendenza e autostima».
Torsi sottolinea l’impegno dei volontari dell’Associazione, i contributi della Fondazione Livorno e la disponibilità dell’Asl, che ha reso possibile l’utilizzo dei locali accanto agli uffici tecnici. «Siamo noi - risponde Eugenio Porfido, direttore generale dell’Asl 6 presente ieri insieme agli altri vertici del settore sanitario - che dobbiamo ringraziare l’Associazione per ciò che fa quotidianamente. Per noi è un piacere mettere a disposizione i nostri spazi per una causa nobile».
All’inaugurazione era presente anche l’assessore al sociale Ina Dhimgjini, che si è complimentata con l’Associazione per il modo in cui è stata attrezzata la nuova sede.
Per maggiori informazioni sulle attività dell’associazione: www.paraplegicilivorno.com, info@paraplegicilivorno.com, tel. 0586223044, 3348336581.
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