Il Tirreno

Livorno

«Medici stressati, con bimbi e genitori serve pazienza»

di Federico Lazzotti

L’ex segretario provinciale dei pediatri dopo la denuncia dei genitori della piccola «Facciamo chiarire agli investigatori, spero si concluda in una bolla di sapone»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Dopo ore di ambulatorio passate tra le richieste di genitori spesso zelanti e bambini che fanno le bizze, verrebbe fatto di perdere le pazienza, ma uno a certe reazioni non ci deve nemmeno pensare: bisogna avere sangue freddo. Servono professionalità e auto controllo. In ogni caso spero che gli investigatori chiariscano e verifichino al più presto la denuncia depositata dalla famiglia della bambina. Anche perché in una situazione come questa è tutta la categoria dei pediatri a passare in cattiva luce».

Franco Giuntini (nella foto), ex segretario provinciale della federazione italiana dei pediatri di cui ora è consigliere e decano della professione in città, non nasconde l’imbarazzo per quanto sarebbe avvenuto il 12 settembre scorso in uno studio medico del centro di Livorno.

Secondo quanto hanno raccontato agli agenti i genitori di una bimba di due anni il giorno successivo la visita, il medico avrebbe infatti morso la loro figlia al braccio.

Ad innescare la reazione sarebbe stato - sempre secondo i genitori - un pizzicotto che la bambina avrebbe dato al medico dopo che quest’ultimo aveva tentato di prenderla in braccio.

«Il pediatra - dice la donna - per scrollarsi di dosso mia figlia le ha dato un morso sul braccio. Lei ha iniziato a piangere, quando le ho guardato il braccio non pensavo che il segno che vedevo potesse essere opera del pediatra. All’inizio - va avanti - ho anche ipotizzato - che fosse stata mia figlia a mordersi. In ogni caso, con la piccola ancora in preda al pianto, l’ho presa e l’ho portata via dall’ambulatorio. Solo successivamente, guardando meglio il segno sul braccio, mi sono resa conto che il morso non poteva essere opera della bambina ma di un adulto».

Dottore, è credibile la ricostruzione data dalla famiglia?

«Durante la mia esperienza di segretario provinciale, purtroppo, mi sono trovato di fronte anche ad episodi più sgradevoli rispetto a questo che hanno riguardato la nostra categoria. In questo caso specifico, però, è prematuro arrivare a delle conclusioni. Perché bisogna vedere come stanno davvero le cose».

Certo che se la famiglia si è rivolta alle forze dell’ordine qualcosa deve essere successo?

«Ripeto, non metto in dubbio la versione dei genitori. Ma spero che gli investigatori facciano presto chiarezza sulla vicenda e tutto si risolva in una bolla di sapone. Da quello che ho letto non vorrei fosse stato interpretato male il gesto del medico».

In che senso?

«Non credo che abbiano preso il calco del morso per verificare che l’arcata dentale appartenesse davvero al pediatra. È possibile, insomma, che ci sia anche un’altra versione plausibile e veritiera».

Adesso che cosa rischia il medico coinvolto da un punto di vista professionale?

«Per il momento non è stato ancora aperto un provvedimento disciplinare nei confronti del collega denunciato (aspetto confermato anche dal segretario provinciale dei pediatri Graziella Pierini ndr). In ogni caso si tratta di un percorso lungo che prevede diversi passaggi prima di arrivare all’eventuale sospensione. Prima, infatti, il consiglio dei provibiri dell’ordine dei medici si riunisce e se lo ritiene necessario manda un avvertimento, poi si passa alla notifica e in ultima istanza si arriva, dopo un lungo percorso, alla sospensione».

Ma che consiglio si sente di dare ai colleghi?

«Di avere pazienza, molto sangue freddo e un bel pelo sullo stomaco soprattutto quando la stanchezza si fa sentire, magari dopo ore di ambulatorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web