Il Tirreno

Livorno

Arrivederci... Rossi Il saluto al poliziotto promosso questore

di Lara Loreti

Lascia Livorno dopo ventidue anni per andare a Roma Cardona lo elogia: «È diventato un punto di riferimento»

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LIVORNO. Le immagini scorrono lente nel libro dei ricordi. Ventidue anni in dieci minuti: le emozioni, i successi, le tensioni. Le notti insonni, le discussioni, le risate e le soddisfazioni. Un filmato per Paolo Rossi: 55 anni per un metro e novantacinque, il poliziotto per eccellenza della città. Oggi neo promosso questore, e in partenza da Livorno dopo una vita trascorsa in via Fiume. Il film glielo hanno dedicato i suoi colleghi che ieri, nella questura di viale Boccaccio, lo hanno salutato prima della sua nuova avventura prima a Roma, a partire dal primo ottobre per un corso, e poi in una nuova sede ancora sconosciuta.

Come regalo, infatti, il personale della polizia ha dato a Rossi una bicicletta («Visto che ha avuto da poco un incidente in scooter è giunto il momento per lui di pedalare...», dice scherzando il questore, Marcello Cardona); tra i doni anche una splendida targa d’argento, ma soprattutto il filmato con tutti i frame e le foto di 22 anni di lavoro e di carriera livornese: dalla leadership della squadra mobile a quella dell'anticrimine, dalle operazioni di polizia all’ordine pubblico allo stadio, “ogni maledetta domenica”, sempre in prima linea dagli incidenti in occasione della visita di Mario Borghezio alla morte dei bimbi rom a Pian di Rota, dagli omicidi alle operazioni antidroga, fino al ruolo attuale di vicario. Alla fine del filmato, ogni singolo volto della questura ha omaggiato Rossi davanti alla telecamera con un saluto. Tanti ricordi, moltissime emozioni, risate, qualche lacrima al pensiero di chi non c’è più. La telecamera si sofferma sulle persone: ogni sorriso è un ricordo, stampato e indelebile nella mente di Rossi.

«Un figlio di Livorno, partito dal nulla che con semplicità, generosità, caparbietà e grazie ai valori ricevuti dai genitori, si è affermato e si è fatto apprezzare dalla città, dove è diventato un punto di riferimento. Deve essere un orgoglio per tutta Livorno». Con queste parole il questore Cardona ha definito il suo vicario davanti al personale.

Un curriculum brillante. Una promozione, quella di Rossi, che corona una carriera luminosissima, iniziata a 18 anni. Un amore intenso, il suo, per la Polizia di Stato: dopo due anni di leva, Rossi si laurea in giurisprudenza a Pisa. Quindi da ispettore fa il concorso da funzionario nel 1986. Lavora alla Digos e poi al Reparto mobile a Genova, quindi alla Polaria di Pisa. Nel'93 torna a Livorno e non la lascerà più. Fa il vice della squadra mobile fino al 1995, quando ne diventa capo fino al 2002. Per quattro anni svolge il ruolo di capo del Gabinetto. Poi, nel 2006, viene promosso dirigente dell'Anticrimine, incarico che ha rivestito fino al 2010. Quindi diventa vicequestore vicario, carica che riveste tuttora.

«Graze a tutti». Ieri mattina centinaia di persone hanno preso parte al suo saluto che si è svolto nella sede della questura di viale Boccaccio. Tutti i colleghi attuali, ma anche quelli del passato, oltre ai rappresentanti della altre forze dell’ordine. «Sono molto emozionato - ha detto Rossi con gli occhi lucidi - Vedervi tutti qui così numerosi mi riempie di gioia ed emozione. E' molto difficile riassumere 22 anni di servizio in due parole. Con voi in questi anni ho condiviso tutto, i tanti momenti belli ma anche quelli tristi. Abbiamo addirittura visto morire un collega in ufficio. Ricordo il primo giorno di squadra mobile: c’erano due colleghi veterani che avevo scambiato per arrestati! Tutto quello che ho attraversato e vissuto in questo percorso l'ho fatto con voi: grazie a tutti per essermi stati sempre vicino. Perché una cosa posso dirla tranquillamente: in questo percorso, io non mi sono sentito mai solo, mai in imbarazzo mai non seguito o non aiutato. La mia strada qui, grazie a tutti voi, è stata sempre in discesa. Vado via dalla questura di Livorno, ma non dalla città: qui c'è la mia famiglia, qui è il mio mondo. Sarete sempre tutti nel mio cuore».

Paladino della città. A tessere le lodi di Rossi è lo stesso questore: «Tutta questa gente che ringrazia e abbraccia Rossi è la prova di quanto sia amato in questa città: se oltre ai colleghi avessimo invitato la gente, non sarebbe bastato il piazzale della questura per accoglierla - dice Cardona - Quando una persona è così’ stimata è evidente che il merito va anche alla sua famiglia: penso ai genitori di Rossi, ai valori che gli hanno insegnato e che hanno fatto di lui un grandissimo professionista. Al capo della polizia ho detto che oltre a chi fa grandi operazioni va premiato anche colui che si batte per una città e ne diventa paladino. Per questo ringrazio il capo della polizia per la promozione». Segue una pioggia di applausi, di regali e di abbracci. Tutti pazzi per Rossi!

E ora la speranza di tutti è che un giorno Rossi torni in città, sulle scrivanie di via Fiume, da questore “Continua a volare caro amico, anche senza di noi, ma ti aspettiamo qui nel posto più alto. Grazie di cuore e… arrivederci”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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