Gioco
Alberi giù ma niente lavori Tutto fermo per l’amianto
Abbattuti i pini per fare posto a un complesso con 60 alloggi popolari di Casalp Il responsabile del cantiere: «Trovate tubazioni in eternit, serve una bonifica»
LIVORNO. Aveva da subito scatenato le lamentele dei residenti del quartiere Shangai la notizia della “cancellazione” del parco di via Stenone, prezioso polmone verde vicino al polo scolastico, sacrificato per fare posto a un grande palazzo di edilizia popolare costruito da Casalp.
Una operazione che prevedeva l’abbattimento di nove pini, un filare con altri cinque alberi e una palma di alto fusto. Un progetto edilizio che, dopo l’interessamento del Tirreno, si scoprì essere datato addirittura 2007, ma che era rimasto nell’ombra fino al marzo scorso, quando spuntarono fuori pannelli in legno e cancelli intorno al parco.
Nel giro di pochi giorni gli alberi furono abbattuti (si è salvata solo la palma, ma pare che anch’essa abbia le ore contate...). Da allora, però, operai nel cantiere non se ne sono visti, salvo che per le primissime settimane. Per tutta l’estate la zona è rimasta come abbandonata, tanto che sul terreno smembrato dai primi scavi è ricresciuta l’erba incolta, e i residenti di Shangai già parlavano di “cantiere fantasma”.
A svelare il mistero e a fornire spiegazioni sull’interruzione dei lavori quasi sul nascere, è oggi la stessa Casalp che, interpellata ancora dal Tirreno, spiega come ci sia stato un imprevisto spuntato fuori dal terreno che ha reso necessario un nuovo iter burocratico...
«I lavori - ricorda l’architetto Matteo De Luca, responsabile del procedimento per Casalp - sono stati consegnati a marzo all’impresa Iti Costruzioni Generali di Modena. Gli operai hanno recintato l’area, montato il cantiere e effettuato la potatura di alberi e piante».
Subito dopo, ecco lo stop inatteso: durante l’iniziale fase di scavo, è stata rinvenuta una tubazione interrata in cemento amianto, la cui presenza non era stata rilevata nelle operazioni preliminari di demolizioni e bonifica, perché in disuso da anni. La tubazione (comunque non pericolosa fino a oggi, perché l’amianto era integro e ben conservato) ha reso necessaria una sospensione dei lavori, avvenuta a metà maggio.
Da allora si è aperta la fase della messa a punto di un piano di bonifica e del successivo smaltimento dei materiali. «I lavori - precisa l’architetto De Luca - sono ripresi il 21 luglio». O almeno, così è stato sulla carta. Sì, perché nel mese di agosto c’è stata un’altra pausa, stavolta dovuta alle ferie estive. Solo nei giorni scorsi, perciò, è stato predisposto il concreto intervento per la bonifica dell’amianto, affidato in subappalto alla ditta Chean di Carrara. L’imprevisto e il successivo iter burocratico causeranno inoltre un allungamento dei tempi per la costruzione dei 60 alloggi di edilizia popolare: «La nuova data di scadenza dei lavori - fa sapere l’architetto - che tiene conto della sospensione, è il 2 gennaio 2016, rispetto alla precedente del 22 ottobre 2015».
La rimozione dell’amianto dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Poi i lavori per la costruzione del grande condominio a forma semicircolare riprenderanno come da programma. E Casalp assicura che «il progetto avrà un occhio di riguardo per l’ambiente, con la messa a dimora di alberi e arbusti in quantità equivalente a quelli abbattuti, oltre a una nuova area a verde pubblico posta in posizione centrale rispetto all’edificio».
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