Gioco
La Darsena Toscana si collega all’Europa
L’Autorità Portuale consegna a Rfi i 31.900 metri quadrati che accoglieranno il binario che unirà porto e direttrice Tirrenica
LIVORNO. Chissà che fra qualche anno non annovereremo il 17 settembre tra le date che hanno fatto storia e hanno cambiato di un bel pezzo il volto del nostro porto, alzandone la competitività e ponendolo nuovamente al centro della strategia portuale nazionale (e forse anche europea).
Ieri, infatti, al primo piano di Palazzo Rosciano, il presidente dell'Autorità portuale Giuliano Gallanti ha consegnato nelle mani di Calogero Di Venuta e Roberto Laghezza, entrambi dirigenti di Rfi, i 31.900 metri quadrati destinati ad accogliere il cantiere per la realizzazione della agognata “direttissima”, la bretella ferroviaria che dovrebbe collegare il cuore pulsante del porto (la Darsena Toscana) e la futura Darsena Europa alla direttrice tirrenica (la linea Roma-Genova, lato Pisa) in direzione dei centri intermodali dell'Italia e dell'Europa del Nord.
Il passaggio era necessario per rendere operativo l'accordo, già sottoscritto il primo dicembre del 2011, che aveva previsto per Livorno investimenti per 40 milioni di euro: 20 messi a disposizione dalla Regione Toscana, 13 dall'Unione europea e 7 dalla stessa Rete ferroviaria italiana per la realizzazione di un'infrastruttura priva di criticità e al passo con gli standard dei corridoi europei.
Con oggi si aprirà finalmente il capitolo degli interventi veri e propri, che dovrebbero partire alla fine del mese per concludersi alla fine del 2015 (questi i tempi obbligati per non perdere i 13 milioni di euro che arriveranno dall'Europa).
La firma dell'accordo che secondo Gallanti «cambierà il volto e le prospettive del nostro porto», è avvenuta alla presenza del presidente della Provincia Giorgio Kutufà e di quello della Regione Enrico Rossi.
«Non è stato facile convincere Bruxelles che i 13 milioni non sarebbero stati aiuti di stato ma sarebbero serviti a aggiungere un tassello alle reti di trasporto trans europee - spiega il governatore - ed è per questo che dalla data dell'approvazione del progetto (settembre 2012 ndr) ad oggi sono trascorsi due anni. Ma alla fine hanno capito - continua - che questo è un intervento fondamentale per Livorno e per l'intera regione dal momento che potremo incrementare il trasporto delle merci su ferro, con evidenti benefici per l'ambiente, il traffico stradale e l'efficienza operativa nelle attività logistiche».
Il governatore parla anche della difficile situazione della nostra città, della disoccupazione e della voglia di riscatto, tutta livornese, di tornare a vedere il porto al centro dei traffici e dell'economia: «Livorno diventerà un porto ferroviario con la P maiuscola e non nascondo - aggiunge - che il mio sogno più grande sarebbe vederlo unito con Piombino, con un'unica Autorità portuale: insieme questi due porti potrebbero diventare il più importante d'Italia».
Per completare il quadro manca ancora all'appello lo “scavalco”, lo snodo ferroviario che permetterebbe finalmente di utilizzare le rotaie che già collegano il porto all'Interporto Vespucci, che diventerebbe così un retroporto a tutti gli effetti: Rossi garantisce per la Regione, la quale avrebbe già messo a disposizione 8 milioni. Gli altri 5 li garantirebbe Gallanti.
«Noi siamo persone serie e abbiamo rispettato tutti gli impegni - conclude il governatore - adesso tocca alla città». La stessa città di cui si riserva bene di nominare sindaco e giunta- gli unici grandi assenti all'incontro - ai quali nei prossimi mesi passerà la palla per l'altro grande tassello del puzzle-porto: il piano regolatore.
Maria Giorgia Corolini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
