Gioco
Verifiche sulla dinamica: «Il gruppo dei livornesi è arrivato troppo tempestivamente al bar»
I tifosi del Latina si sono seduti al tavolo del Pick bar alle 17.30 circa di lunedì. Neanche mezzora dopo, è arrivato il gruppo di sostenitori amaranto e c’è stata l’aggressione. I supporter laziali,...
I tifosi del Latina si sono seduti al tavolo del Pick bar alle 17.30 circa di lunedì. Neanche mezzora dopo, è arrivato il gruppo di sostenitori amaranto e c’è stata l’aggressione. I supporter laziali, giunti in città per conto proprio, erano ben riconoscibili per via delle magliette del Latina. E alla partita mancava un bel po’ di tempo: due ore e mezzo. Come
è possibile un tempismo
del genere? È stato un caso che
i tifosi del Livorno siano arrivati al Pick? Passavano di là o sono stati chiamati o addirittura tenevano d’occhio i rivali già da tempo? Tutte domande che si stanno ponendo gli investigatori della questura. «I tifosi amaranto sono arrivati troppo tempestivamente al bar: c’è qualcosa che non torna, servono approfondimenti per fugare ogni dubbio», dicono gli investigatori.
Una volta individuati i presunti autori, l’indagine, tutt’altro che finita, ora si sta concentrando sul prologo, cioè su cosa e perché sia successo prima dell’agguato.
Sono in corso accertamenti anche sul Pick bar. «Il locale è stato teatro della rissa - spiega il questore - e quindi è nostro dovere fare accertamenti sulla licenza e così via».
All’aggressione ha assistito Francesco, il compagno della titolare del Pick, che ha tentato di fermarla. «Erano 5-6 furie, io ho cercato di bloccarli, ma era impossibile. Gli altri tifosi del Latina sono riusciti a scappare, ma uno è finito nelle loro grinfie - aveva raccontato Francesco al Tirreno - Erano molto grossi, quando sono arrivati si sono subito notati, anche per la loro stazza».
Ieri mattina, nella fase conclusiva dell’indagine,
i cinque tifosi amaranto individuati dalla polizia sono stati convocati in questura per l’identificazione ufficiale e
per lo svolgimento di tutte
le formalità di rito.
Il questore ha parlato personalmente con tutti e cinque i livornesi indagati: «Quasi tutti hanno ammesso le proprie responsabilità. Mi sono sembrati consapevoli di aver sbagliato. Io spero che sia così, e soprattutto che episodi del genere non si ripetano. Non capisco cosa possa spingere le persone a fare violenza in occasione di un evento che dovrebbe essere un’occasione di gioia. Lunedì ho notato con piacere che, nonostante la delusione per la retrocessione, lo stadio era colmo di gente. Questa è una città che ama lo sport ed è giusto che se lo goda senza problemi».
Lara Loreti
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