Gioco
Provincia, Buongiorno gioca la carta Parodi
In vista del voto Raspanti & C. appoggiano il sindaco anti-Pd di Suvereto Appello al Movimento 5 Stelle per fare fronte comune e battere i “democrat”
LIVORNO. Non resterà deluso chi si aspettava una mossa avvincente sullo scacchiere delle elezioni provinciali da parte della coalizione a sinistra del Pd: nel tentativo di dare scacco al «monopolio democratico regionale», minacciando così di replicare il successo delle amministrative, Buongiorno Livorno e Sinistra unita per il lavoro sfidano apertamente il partitone e fanno il loro endorsement per il “Raspanti” di Suvereto, il sindaco Giuliano Parodi.
Quello che, per intenderci, si è già misurato con il Partito Democratico e ha incassato due vittorie: ha ottenuto, contro tutto e contro tutti (ma sopratutto contro il Pd) il trionfo (80%) del fronte del “no” al referendum del 2013 sull’unione tra i comuni di Campiglia Marittima e Suvereto e, nel maggio scorso, la poltrona del Palazzo civico con la lista “Assemblea popolare”.
Visto l’alto numero di firme (44) dei grandi elettori necessarie per la presentazione delle candidature per la presidenza della Provincia, la mossa obbligata per le tante liste civiche e i partiti più piccoli è quella di fare rete e convogliare i voti dei consiglieri verso un unico nominativo: e questo è proprio il tentativo della sinistra livornese, che potrebbe usare a proprio vantaggio la rinuncia del Movimento Cinque Stelle ad esprimere un candidato.
Poiché il voto sarà ponderato in base al peso demografico dei diversi comuni, i 20 consiglieri grillini del Comune di Livorno potrebbero infatti fare la differenza. A rinforzare il tentativo di “aggancio” ci pensa il presidente di Buongiorno, Stefano Romboli, che rivolge un invito ai pentastellati: «Sottrarsi alla competizione elettorale significa sottrarsi alla gestione di problemi importanti, come quello della tutela ambientale del nostro territorio. È invece necessario provare a invertire la tendenza - continua - costruendo un’alternativa politica al Pd».
Se il tentativo riuscisse, il Pd si troverebbe di fronte all’alleanza obbligata con la destra, il che costituirebbe un rischio concreto di perdere voti a sinistra e rafforzare l’asse Bl-M5s anche a livello provinciale. Anche perché è evidente come l’appello per Parodi, che fa leva sull’indipendenza dei consiglieri dai partiti di provenienza, possa essere in realtà rivolto anche ai dissidenti del Partito Democratico.
E sul pericolo che la nostra città possa perdere un ruolo politico centrale? «Un presidente non livornese sarebbe solo una ulteriore garanzia di democraticità e di alternanza», spiega Andrea Raspanti.
«Oltre a quelle per la presidenza, stiamo cercando di raccogliere anche le firme per una lista nostra, che sia possibilmente articolata con le liste della sinistra provinciale e con quelle liste civiche vicine alla nostra impostazione politica, affinché sia data rappresentanza a tutti i soggetti politici del territorio», spiega Alessandro Trotta di Sinistra Unita.
Insomma, la costruzione di una rete territoriale anti-Pd che impedisca che possa presentarsi alle elezioni un solo partito e che «faccia emergere la vivacità politica del territorio», per dirla con le parole di Andrea Raspanti.
Non solo. La mossa potrebbe essere una anticipazione della strategia in vista delle prossime elezioni regionali, dove la tentazione di dare scacco al re con un “progetto unico alternativo” potrebbe rivelarsi sempre più concreta.
Maria Giorgia Corolini
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