Il Tirreno

Livorno

dopo le polemiche per l’ok ai ricavi garantiti

«Con l’offshore Olt si risparmia»

«Con l’offshore Olt si risparmia»

Il viceministro: sulle bollette non gravano 160 milioni di costi extra

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LIVORNO. Il rigassificatore offshore Olt che E.On e Iren hanno al largo della costa di Livorno è una struttura strategica per la sicurezza energetica italiana. A dirlo è il viceministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti.

Lo ha ripetuto di fronte alle polemiche per i costi in bolletta per il riconoscimento a Olt di una tariffa garantira anche in caso di ridotto utilizzo del terminal : non è solo fondamentale alla luce degli scenari internazionali ma – è qui il filo del suo ragionamento – consente una riduzione complessiva degli oneri in bolletta di 160 milioni di euro.

De Vincenti motiva in questo modo la scelta presa dal ministero di riconoscere comunque a Olt una tariffa sicura anche qualora i serbatoi9 non vengano utilizzati a pieno regime..

Per il viceministro, in virtù del servizio di peak shaving (che «rende possibile in caso di punte di fabbisogno una immissione immediata di 10 milioni di metri cubi di gas al giorno»), l’apporto del rigassificatore Olt «permette – come scrive in una nota – di non far gravare sul sistema il costo della interrompibilità del gas, pari a 70 milioni di euro l'anno, e quello del mantenimento in stand by di centrali ad olio, pari ad altri 90 milioni di euro».

Nel complesso, – afferma il viceministro del governo Renzi – per gli italiani si tratta di «un risparmio in bolletta di 160 milioni di euro. Circa il doppio del costo massimo del fattore di garanzia riconosciuto ad Olt».

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