Il Tirreno

Livorno

Sulle imprese conguaglio da migliaia di euro

Sulle imprese conguaglio da migliaia di euro

Stangata sull’acqua, Confindustria va all’attacco di Asa: scarica sull’utenza i costi delle sue inefficienze

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LIVORNO. La stangata che Asa spalmerà sulle prossime nove bollette dell’acqua e che ha ribattezzato conguaglio non piace agli industriali. E da Confindustria arriva un attacco duro alla partecipata del Comune: «La decisione di Asa di applicare sulle tariffe delle utenze (domestiche e non) conguagli "finalizzati al recupero di alcune risorse economiche anticipate", genera stupore per le modalità e per i contenuti - scrive in una nota l’associazione degli industriali -. E' sorprendente come, senza nessun annuncio preventivo e secondo un'abitudine purtroppo abusata, si proceda a colmare le inefficienze di gestione, che sistematicamente si ripercuotono in inefficienza di servizi ai cittadini ed alle imprese, ribaltandone i costi sull'utenza finale. E' esattamente il contrario di ciò che dovrebbe accadere nell'ambito di un'oculata gestione d'impresa, tanto più se erogatrice di un servizio pubblico».

La decisione di Asa - secondo gli industriali - appare ancora più inaccettabile, se rapportata al grave periodo di crisi che colpisce cittadini e imprese. Non solo: rispetto ai conti diffusi da Asa, secondo Confindustria l’aumento potrebbe comportare aggravi di costo sulle singole utenze nell'ordine di migliaia di euro.

«Tutto ciò appare ancora più stridente se si rapporta alla qualità del servizio idrico. Basti pensare ai giorni dello scorso anno quando la città è "rimasta a secco" con conseguenti ulteriori gravissimi danni per l'economia locale e disagi per i cittadini», contestano da via Roma.

«A completare il quadro sempre più fosco del servizio idrico complessivo, incombe la preoccupazione delle conseguenze che potrebbero scaturire sull'economia portuale qualora anche il servizio idrico in ambito portuale venisse gravato dall'obbligo di ricaricare analoghi conguagli sulle utenze portuali, già tartassate da sovrattasse demaniali, tasse raccolta rifiuti (per le utenze portuali si stima un aggravio di costi che supera abbondantemente i 200mila euro)».

Confindustria ricorda che già dal 2009 ha proposto progetti concreti che, oltre ad essere ecologicamente vantaggiosi per la valorizzazione ad uso industriale delle acque reflue, determinerebbero benefici alla collettività e risolverebbero questi annosi problemi tali da compromettere la competitività del nostro comparto industriale.

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