Il Tirreno

Livorno

Sughere, slitta ancora l’apertura del padiglione, tra sprechi e polemiche

di Lara Loreti
Sughere, slitta ancora l’apertura del padiglione, tra sprechi e polemiche

Marta Gazzarri e Giovanni De Peppo in visita al carcere. Mistero sul tipo di detenuti che andrà nella nuova struttura

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LIVORNO. Celle per una o due persone al massimo, con televisori al led di 16 pollici montati ad altezza d’uomo e quindi facilmente prendibili dai detenuti, vetrate che dividono l’angolo cottura dal bagno e altri séparé in vetro, sempre nei bagni; poi toilette in ogni lato della struttura, cucina troppo grande, nessuna struttura che divida l’area dei detenuti da quella dei poliziotti. Apre per la prima volta le porte all’esterno il nuovo padiglione delle Sughere: un vero evento, dopo 7 anni tra progettazione e lavori, in ritardo e sbagliati. E si mostra agli occhi dei visitatori in tutte le sue contraddizioni: polemiche, sprechi e le solite incognite. E cioè: quando aprirà? E che tipo di detenuti alloggeranno all’interno? E poi: gli accessori che si trovano nelle celle come tv, vetrate, sifoni in plastica e lavandini in acciaio, sono abbastanza sicuri per ospitare persone che spesso sono agitate e vivono in una condizione difficile?

Tutte domande che si sono posti gli ospiti che ieri mattina hanno fatto un tour all’interno dei quattro piani della nuova struttura: si tratta di Marta Gazzarri, consigliera regionale di Toscana Civica Riformista, e Giovanni De Peppo, presidente dell’associazione Confronto ed esperto di servizi sociali. Ad accompagnarli ci sono la direttrice Santina Savoca, la comandante della polizia penitenziaria Morgana Fantozzi, e il sindacalista Uil Mauro Barile. Mentre il gruppo fa visita al padiglione, all’interno c’è fermento.

L’incognita della data. Gli operai stanno mettendo gli ultimi arredi e stanno facendo pulizie, cose che farebbero pensare a un’inaugurazione a breve. Eppure, slittata l’apertura «subito dopo l’estate», che era stata annunciata a giugno, tuttora non c’è una data precisa. C’è chi dice che il fatidico giorno sarà fissato per metà ottobre, chi alla fine di quel mese. E chi addirittura sostiene che entro fine ottobre aprirà solo un’ala del padiglione mentre tutto il resto non prima di gennaio. «Probabilmente - spiega la Gazzarri - ci vorranno un paio di mesi prima che il padiglione sia pronto. Ma tutto dipenderà da che tipo di detenuti saranno alloggiati all’interno». Ed ecco che la consigliera regionale introduce un tema caldo della questione.

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