Gioco
Aggressione al Pick bar, arresto e daspo di 8 anni a un tifoso del Livorno
Denunciati e divieto a entrare allo stadio per 5 anni gli altri quattro amaranto che hanno preso parte all’agguato nei confornti di quattro sostenitori del Latina domenica pomeriggio. L’indagine è stata illustrata dal questore in una conferenza stampa
LIVORNO. Un arrestato e 4 denunciati per rapina aggravata, danneggiamento e lesioni. Più, daspo di 8 anni per l'arrestato e di 5 per gli altri. Si è conclusa così la 20 ore di indagini della polizia sull'episodio di violenza successo in viale Italia al Pick Bar, lunedì intorno alle 18, due ore e mezza prima della partita Livorno Latina. In manette è finito Cristian Del Vivo, 28 anni, già conosciuto alla questure per fatti relativi allo stadio: l'ultimo daspo aveva finito di scontarlo a marzo scorso. A lui toccherà un daspo di 8 anni: la questura di Livorno è una delle prime in Italia ad applicare la nuova sanzione inasprita secondo le ultime decisioni del Governo. Gli altri sono 4 tifosi del Livorno, tutti residenti in città, che hanno tra i 25 e i 28 anni. La polizia li ha individuati grazie alle telecamere dello stadio: un riconoscimento che è stato possibile confrontando le descrizioni fornite dalle vittime con immagini dello stadio. Un lavoro enorme che è stato svolto dai poliziotti della Digos guidati da Alessandro Castiglione e dagli esperti della Scientifica. Gli agenti hanno lavorato no stop per 20 ore analizzando centinaia di foto e di frame. E fondamentale è stata la collaborazione dell'incaricato della società del Latina calcio per i rapporti con la tifoseria, una figura che si chiama Slo (Supporter liaison officer), che ha consentito di tranquillizzare i supporter del Latina presenti nella curva ospiti e di mantenere i rapporti con la tifoseria, assicurando la propria presenza in supporto della società organizzatrice.
I risultati della indagine sono stati esposti nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il questore Marcello Cardona, il vicario Paolo Rossi, il dirigente dell'Anticrimine Alessandro Belsito, il capo della Digos, Castiglione e la portavoce della questura Angela Amato. "La questura di Livorno ha accolto e applicato le indicazioni del capo della polizia, cioè di non tollerare in nessun modo episodi di violenza, applicando le nuove sanzioni in materia di reati da stadio che il Governo ha di recente inasprito. Voglio ringraziare lo Slo, la cui collaborazione è stata importantissima, e i mie i agenti che hanno lavorato senza sosta, senza mai dormire. Siamo fermamente convinti che gli eventi sportivi debbano restare tali per il divertimento della gente normale che ha voglia di andare allo stadio e che è la maggioranza. Questa è stata un'aggressione a freddo inconcepibile, un attacco squadrista inaudito nei confronti di persone che stavano consumando una bevanda a un bar prima di un evento ludico come una partita di calcio".
Lunedì erano le 17.30 quando, quattro tifosi del Latina si sono seduti nei tavolini all'aperto del Pick bar per prendere un aperitivo. I ragazzi, sui 25-30 anni, indossavano la maglia del Latina. A un tratto, è arrivato un gruppo di tifosi del Livorno che ha fatto irruzione tra i tavoli. Gli amaranto, con la maglia del Livorno addosso, hanno intimato ai sostenitori del Latina di levarsi e di consegnare loro le maglie. "Levatevi le maglie o sono guai", hanno detto. Ma al rifiuto dei tifosi del latina, uno degli ultrà ha colpito con un violento pugno al volto uno dei quattro che è caduto. Una volta a terra, il giovane di Latina è stato colpito anche dagli altri 4 livornesi e poi rapinato di maglia e sciarpa. Gli altri tre del Latina, tra cui un poliziotto in borghese fuori dal servizio sono scappati.
Successivamente il ferito è andato in pronto soccorso dove è stato giudicato guaribile in 10 giorni per le varie contusione e abrasioni presenti sul corpo.
Sono in corso accertamenti anche sul Pick bar. "Il locale è stato teatro della rissa - spiega il questore - e quindi è nostro dovere fare accertamenti sulla licenza e così via".
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