Lutto
Stamani la prima campanella per 16mila
Nogarin annuncia: «Pronti a stanziare una cifra importante per gli edifici scolastici. E vogliamo mantenere l’università in città»
LIVORNO. E’ il grande giorno. Centinaia di bambini livornesi da ieri sono in fibrillazione, perché questa mattina alle 8.30 varcheranno per la prima volta il cancello della scuola entrando in prima elementare. E insieme a loro, forse più di loro, sono in fibrillazione altrettanto famiglie, emozionate e consapevoli che i loro figli quest’oggi faranno uno dei passi indimenticabili della loro vita.
In totale saranno quasi 16mila i giovani livornesi che stamani torneranno in classe: dagli asili nido fino alle superiori. Ad essere esatti 15588. Va detto che alcuni - i bambini dei nido e di una parte delle scuole dell’infanzia - hanno già cominciato la scorsa settimana. Ma per la maggiorparte l’anno scolastico entrerà ufficialmente nel vivo oggi.
Per salutare l’evento anche il sindaco Nogarin effettuerà una serie di visite all’interno dei vari istituti. Il suo tour comincerà alle 8.30, accompagnato dal vicesindaco e assessore alle attività educative, Stella Sorgente e il provveditore Luigi Sebastiani. Il sindaco si recherà in quattro scuole cittadine per portare un saluto e l'augurio di buon avvio al nuovo anno scolastico.
Dalle 8.30 alle 9.30 sarà alla scuola dell'infanzia De Amicis (ex Chayes), dalle 9.45 alle 10.45 alla scuola media Pazzini (via S. Gaetano), dalle 11 alle 12 alla scuola elementare Villa Corridi ed infine dalle 12.15 alle 13 al liceo Enriques di via della Bassata.
«La prima campanella dell'anno scolastico rappresenta sempre un momento di vita e vitalità di una comunità - commenta il sindaco -. Tutti conoscono, a parole, il valore assoluto della scuola per la società. Purtroppo negli ultimi anni nel nostro paese le risorse investite nella scuola sono state esigue, certo non sufficienti a garantire un livello ottimale di manutenzione delle strutture, di formazione degli insegnanti, di innovazione tecnologica a servizio del sistema di insegnamento, non si è investito per dare sostegno alla disabilità e al disagio e nemmeno per far fronte a una realtà che è sempre più multiculturale».
Nogarin punta l’attenzione sulla situazione livornese. E annuncia investimenti sulle strutture. «Ci confortano quelle famiglie che, in casi estremi, invece di limitarsi a "chiedere" si sono impegnate direttamente a tingere aule e a inventarsi progetti, insieme agli educatori, di interscambio scuola-casa - dice il sindaco -. E' il segno che nella scuola la gente ancora crede e che vuole investire nel futuro dei propri figli e dei propri studenti. Spetta però in primis a chi governa, invertire il trend, investire di più nella scuola - aggiunge -. Nel nostro piccolo, a Livorno, oltre a sollecitare il governo a garantire risorse sufficienti agli enti locali e alle scuole stesse, ci impegniamo a fare qualcosa in più. Con una variazione di bilancio nei prossimi giorni stanzieremo una cifra importante per le manutenzioni degli edifici livornesi di nostra competenza: una scelta non facile, data l'esiguità delle risorse, in cui però crediamo fortemente. Il sistema educativo a Livorno è sempre stato di alto livello. Crediamo però che si possa fare di più». Che cosa? La lista del sindaco è lunga: dalla necessità di aprirsi sempre di più all'innovazione tecnologica e «quindi, grazie anche alla collaborazione delle associazioni degli insegnanti intendiamo potenziare il rapporto con le strutture educative che nel nostro territorio lavorano in questo settore». Ma anche «mantenere l'Università a Livorno, che vanta un'eccellenza come il Polo di logistica ed i centri di robotica, rendendo sempre più stretti i rapporti con Pisa e con Firenze».
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