La protesta
«Rivendico il lavoro fatto dalla giunta Cosimi»
LIVORNO. Potrebbe quasi sembrare scontato. Se non fosse che dal tracollo elettorale del Pd alle comunali, il governatore Enrico Rossi è forse il primo a pronunciare pubblicamente e con forza queste...
LIVORNO. Potrebbe quasi sembrare scontato. Se non fosse che dal tracollo elettorale del Pd alle comunali, il governatore Enrico Rossi è forse il primo a pronunciare pubblicamente e con forza queste parole: «Rivendico il lavoro fatto dalla precedente amministrazione, dalla giunta Cosimi, dalla Regione e anche dai consiglieri regionali di questo territorio. Vedrete che nei prossimi mesi si muoveranno un bel po’ di cose, e non perché qualcuno ha la bacchetta magica: sicuramente sarà merito anche del nuovo sindaco, ma è anche il frutto del lavoro fatto dalla precedente amministrazione». In sala, alla presentazione del libro di Enrico Rossi, “Viaggio in Toscana”, si rivedono anche l’ex sindaco Alessandro Cosimi e il suo vice Bruno Picchi, insieme ad altri assessori dell’ex giunta.
Al tavolo col governatore, a moderare il dibattito, ci sono tre giovani del Pd della costa: Fabio Iannone (consigliere comunale Collesalvetti), LOrenzo Taddeucci (Rosignano), Edoardo Battini (Cecina). Curioso che a quel tavolo non ci siano anche giovani della Federazione di Livorno...
Il governatore parla di welfare, sviluppo, Università, lavoro. Racconta il viaggio nella Toscana «a diverse marce», tornando a toccare buchi neri come la Tirenica. E ripetendo che «a Livorno la crisi picchia forte» anche perché «non si è sviluppata quella piccola e media impresa che c’è da altre parti in Toscana». Ma soprattutto mete l’accento sui «ritardi del porto». «Nogarin? Qualòcuno – dice mi dice di stargli lontano, ma non è mia abitudine stare lontano dai problemi. Gli ho dato la mia disponibilità ad essere presente al comitato portuale quando si riunisce». Rossi chiede di intervenire rispetto alla «competitività del porto, che oggi è un problema» e per lo sviluppo dell’Interporto. E di fatto difende la trasformazione dell’ex Cantiere Orlando e Porta a Mare: «Ho sentito grandi appelli del sindaco al senso di comunità, grandi critiche a speculazioni che sarebbero state fatte, ma se non avessimo trovato Vitelli (il leader di Azimut, ndr) chissà dove saremmo, forse il sindaco al tempo era a Rosignano o a Castiglioncello...».
E rispolvera la questione Ikea, che – dice quasi un po’ sulla difensiva – «decise di andare a PIsa: in sei mesi – dice – ci ricostruimmmo una reputazione nel mondo dando tutti i permessi. In questa bellissima città si discute e ridiscute tutto, anche le decisioni già prese. Ora serve una svolta...»
(j.g.-g.m.)
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