Gioco
Quando due debolezze sposano una grande forza
Il matrimonio di Marco Voleri e di Giulia Aringhieri che hanno entrambi la sclerosi multipla. Una favola moderna, quella del tenore e della pallavolista, alla ricerca della vera felicità
LIVORNO. Dopo 600 giorni esatti dall'uscita di "Sintomi di felicità", il libro in cui il tenore livornese ha confessato di essere affetto dalla sclerosi multipla, e dopo 50 presentazioni del libro in altrettante città - l'ultima il 13 agosto al Caffè della Versiliana - Marco Voleri si è sposato a Livorno con Giulia Aringhieri, infermiera, pallavolista e, probabilmente non a caso, innamorata come Marco dell'inarrestabile voglia di essere felice che nasce in chi ha incontrato la sclerosi multipla.
Anche Giulia, da qualche anno, affronta e vive gli stessi sintomi di Marco. E ora la voglia di vivere al meglio, oltre la malattia, è diventata un progetto di vita a due, superando ogni incertezza. Una SM più un'altra SM diventano un sintomo di felicità al quadrato. Un'altra sfida da vivere, senza essere eroi.
Marco e Giulia si sono detti sì sabato pomeriggio nella parrocchia Sacro Cuore dei Salesiani a Livorno. Una chiesa gremita di parenti e amici della coppia ha accompagnato la cerimonia. Niente organo ma un pianoforte a mezza coda (trasportato direttamente dall'amico Luca Menicagli come dono di nozze per la funzione), un violoncello (la milanese enfant prodige Gemma Pedrini) e due pianisti che si sono alternati nei diversi momenti del rito: il celebre Gabriele Baldocci, arrivato appositamente da Londra, e l'amico lucchese di Marco Massimo Salotti.
Tre voci d'eccezione hanno dato vita a celebri brani religiosi: il soprano livornese Barbara Luccini (la prima al mondo a cantare accompagnata da Martha Argerich), il soprano trentino Serena Gamberoni (impegnata fino a qualche settimana fa con "Un ballo in maschera" di G. Verdi all' Arena di Verona) ed il tenore Leonardo Cortellazzi (arrivato direttamente dal teatro "La Fenice" di Venezia dove sta cantando "La Traviata" di G. Verdi).
A celebrare il matrimonio il monsignor Franco Buzzi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Tra i testimoni di Marco Voleri, Arnoldo Mosca Mondadori, colui che ha avuto la felice intuizione nel proporre al tenore di scrivere il libro.
Riguardo al libro continuano importanti attestati di stima, specie dal mondo scientifico e artistico.
Il celebre foniatra Franco Fussi, dopo aver letto la biografia di Voleri ha affermato che «lavorare con Marco mi ha confermato che la musica e il canto sono malattie molto più grandi di altre, e danno vita».
Una delle più importanti soprano italiane dei nostri anni, Mariella Devia, ha raccolto esattamente il valore di questa sfida: «La storia di Marco racconta nitidamente come la passione per la musica possa essere anche un grande aiuto per superare situazioni che potrebbero sembrare insormontabili. Lui stesso è un " protagonista" vincente per aver saputo trasformare in maniera positiva la malattia che lo ha colpito".
Da protagonista a protagonista, un augurio simpatico, di passione condivisa, è arrivato a Marco Voleri e alla sua giovane compagna da Andrea Bocelli: «Un'affettuosa simpatia per la scelta del giovane collega Marco Voleri.
Per vivere una vita piena, soddisfacente, ricca di stimoli (e, aggiungo, generosamente protesa verso il prossimo), molto, moltissimo sta nelle nostre mani, nel riuscire sempre a fare i conti serenamente con la nostra storia, che spesso può coinvolgere difficoltà e sofferenze. Cosa siano le malattie, se calamità od opportunità, e in quali termini siano in grado di interagire con la nostra vita, sovente lo possiamo decidere solo noi».
Fuori dalla chiesa anche una troupe di Raiuno, che ha chiesto un paio di battute agli sposi per il Tg1 (il servizio andrà in onda nell’edizione di martedì mattina) e ripreso gran parte della funzione per l'appuntamento che li vedrà protagonisti su "unomattina" sempre martedì mattina, in diretta, a raccontare, come dicono loro, che "Meno per meno fa più, siamo due ruote che viaggiano nella stessa direzione".
A Marco e a Giulia giungano anche gli auguri da tuti gli amici della redazione del Tirreno.
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