Il Tirreno

Livorno

“Duello” fra veglia e contro-veglia

di Matteo Scardigli
“Duello” fra veglia e contro-veglia

Lungomare, più agenti che manifestanti alle iniziative (contrapposte) sulla famiglia

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LIVORNO. Molto rumore per nulla, verrebbe da dire, ieri sera sul viale Italia. Il temuto faccia a faccia tra i partecipanti alla veglia pro-famiglia “tradizionale” e i manifestanti della cosiddetta contro-veglia alla fine non c'è stato. Tra i due “litiganti” infatti hanno vinto le forze dell'ordine, schierate in divisa semplice in numero superiore, ad occhio, ai membri delle due fazioni messi insieme.

Da una parte, di fronte al gazebo della terrazza Mascagni, lato strada, una cinquantina di membri de La Manif Pour Tous, associazione che si professa apartitica e aconfessionale, riunitisi da tutta la Toscana in una serata di letture a lume di candela alternate a momenti musicali e di silenzio per sensibilizzare l'opinione pubblica contro la proposta di legge Scalfarotto contro l'omofobia e la transfobia, colpevole, secondo gli organizzatori, di «minare la libertà di opinione, la famiglia naturale e i diritti dei bambini».

Nell'occasione i responsabili dei gruppi di Arezzo, Empoli, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena hanno tenuto a battesimo anche il gruppo locale, che si sta formando proprio in questi giorni.

Dall'altra, in piazza San Jacopo, la «spontanea aggregazione di associazioni, centri sociali, collettivi e gruppi politici e non, accomunati dalla volontà di difendere i diritti di tutti e di contrastare l'omofobia», che a suon di musica e bolle di sapone hanno festeggiato fino a tardi improvvisando verso le 22 anche una mini-parata diretta verso la Terrazza, interrotta però dalle forze dell'ordine e costretta a retrocedere.

Tra i partecipanti pervenuti da tutta la Regione c'erano FriendLi, Azione Gay, Lgbt Firenze, la Compagnia Ribolle, l'ala Lgbt di Rifondazione Comunista, il collettivo Ex-Caserma Occupata, l'Arcigay di Cecina ed il Reverse Group. «Manca il Pd, ci avevano promesso che venivano», ha fatto notare qualcuno fra i contro-manifestanti.

I momenti di tensione sono stati pochi in verità. Solamente quando in piazza San Jacopo si è sparsa la voce che la polizia fermava i dimostranti per impedire loro di unirsi alla contro-veglia e ricacciarli indietro (i posti di blocco c'erano, ma per effettuare i normali controlli), e al momento dello stop del corteo in occasione di un vigoroso scambio di opinioni tra un paio di manifestanti e la polizia, ma senza conseguenze.

Alla fine chi passeggiava sul viale Italia ha potuto assistere con tranquillità ad entrambe le dimostrazioni e – come presumibilmente si auguravano gli organizzatori di tutte e due le parti in causa – maturare una propria opinione in merito.

Il disagio maggiore, semmai, è toccato agli automobilisti, che sono rimasti bloccati per diversi minuti all'altezza di piazza Modigliani, cioè praticamente di fronte ai Pancaldi. Ad allietare la loro attesa un trampoliere in parrucca fucsia e occhialoni da sole che si sedeva a turno sui tettucci delle auto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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