Italia
«Solo Porto 2000 può fare le crociere»
Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar e dà torto alla Compagnia: vettovagliamento e rifornimento non sono di sua competenza
LIVORNO. Porto 2000 è l'unico soggetto titolato a gestire il traffico crocieristico sulle banchine livornesi, anche su quelle che non ha in concessione. Non solo per quel che riguarda ovviamente i passeggeri, ma anche per il carico di provviste, il vettovagliamento e il materiale destinato al consumo a bordo delle love boat, e poi per lo scarico dei rifiuti prodotti sulle città galleggianti, la loro fornitura idrica e il rifornimento di carburante. Che non sono e non possono essere qualificate come "operazioni portuali" e dunque essere svolte - se non su delega della stessa Porto 2000 - da altri soggetti.
La parola definitiva ad una diatriba che va avanti da anni e che vede contrapposta Compagnia Portuali da una parte e Porto 2000 e Autorità Portuale dall’altra (in merito alla gestione dei servizi portuali alle navi da crociera ormeggiate su banchine non in concessione a Porto 2000), l'ha messa venerdì sera la sesta sezione del Consiglio di Stato, che ha ribaltato come un calzino la sentenza del Tar di Firenze del 13 settembre 2013.
E il pronunciamento, per quanto non stravolga l'attuale quotidianità delle banchine - riappacificata da un accordo-tregua del 30 aprile 2013 tra Cilp e Porto 2000 e dalla prossima approvazione del piano regolatore del porto - pesa non poco sul futuro del nostro scalo. Perché dà la spallata definitiva al progetto di un polo alternativo a Porto 2000 che potesse gestire i servizi “non-passeggeri” alle crociere (a cominciare dall’accordo tra l’agenzia William Shepherd della famiglia Fanfani e la stessa Cilp). E allo stesso tempo perché conferma alla società guidata da Roberto Piccini quell'accreditamento di esclusivista, fondamentale in vista del bando per la sua privatizzazione.
Era una conferma necessaria, ci si chiederà, considerando che il piano regolatore del porto in via di approvazione eliminerà all’origine il problema prevedendo la concentrazione del traffico delle navi da crociera all’Alto Fondale su quegli stessi accosti che oggi invece Porto 2000 deve prendere in “affitto” dalla Cilp? Diciamo che se il Consiglio di Stato avesse confermato quanto sostenuto dal Tar (e cioé che per le navi da crociera che accostavano all'Alto Fondale, erano riservati a Porto 2000 solo i servizi di assistenza allo sbarco dei passeggeri ma non il vettovagliamento e il rifornimento), beh in quel caso, il peso e il ruolo di Porto 2000 si sarebbero decisamente ridimensionati.
C’è anche un altro elemento di questa sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe avere un impatto pesante sui rapporti di forza in porto. E’ a pagina 23 del dispositivo: lì, la suprema corte amministrativa evidenzia che il fatto che “l’attività di carico a bordo di vettovagliamento e altro materiale funzionale al viaggio sia stata svolta dalla Cilp non è rilevante, poiché ciò è avvenuto su affidamento della società Porto 2000 che, quale titolare del servizio, può svolgerlo direttamente o affidarlo a un terzo”. Che cosa significa?
«Noi vogliamo interpretarlo in senso positivo, intendendo per “soggetto terzo” la Cilp, in quanto concessionaria della banchina su cui Porto 2000 opera», commenta Enzo Raugei, presidente della compagnia portuali.
Di fatto però - per come sono scritte - le parole del Consiglio di Stato potrebbero lasciare intendere che Porto 2000 potrebbe addirittura affidare il suo servizio su una banchina che non ha in concessione ad un ulteriore soggetto a sua scelta. Il che rappresenterebbe un vero e proprio stravolgimento delle regole del porto.
Non finisce qui: il Consiglio di Stato è entrato anche nel merito dell'obbligo di privatizzazione della Porto 2000, osservando che la legge 84/94 non pone termini vincolanti o sanzionatori per collocare sul mercato le quota di controllo dell’Autorità Portuale. Per cui, finché quest’ultima mantiene tale quota di controllo, la legge consente che la Porto 2000 continui a svolgere i servizi generali di supporto ai passeggeri.
La sentenza infine va a superare la segnalazione dell'Antitrust di febbraio, che aveva auspicato una 'liberalizzazione' dei servizi di interesse generale definiti 'turistici', e il superamento dell'esclusiva della Porto 2000 nella richiesta ed assegnazione degli accosti per le navi da crociera. Confermando dunque che spetta alla Porto 2000 l'affidamento esclusivo di quei “servizi di interesse generale” nell'intero ambito del porto e di conseguenza anche la richiesta di accosto delle navi alle diverse banchine, pubbliche o private.
Come dicevamo, la sentenza non cambia niente nella quotidianità della banchine livornesi, dove la guerra degli accosti è terminata grazie agli accordi che Cilp e Porto 2000 hanno trovato con la mediazione dell’Authority ed è in via di superamento definitivo grazie al prossimo Prp. Ma è chiaro che la partita - già soltanto per la durata e per la durezza dei toni che anche in un passato recente ha toccato - riveste una grossa importanza per gli equilibri sulle banchine.
E se chiaramente a palazzo Rosciano e in casa di Porto 2000 si brinda visto che il Consiglio di Stato dà ragione su tutto, Enzo Raugei, presidente della compagnia, non ne fa un dramma. «Prendiamo atto della sentenza, anche se ci sono alcuni passaggi che non condividiamo - dice -. A partire dal fatto che il vettovagliamento in casa di un concessionario è un’operazione portuale: affermare il contrario mi sembra una forzatura. Tra l’altro i ripetuti richiami al processo di privatizzazione in corso in Porto 2000 non possono non far pensare ad un possibile condizionamento di questo elemento nella decisione. Ad ogni modo si tratta di questioni in via di superamento. Per questo per noi non cambia niente».
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