Sicurezza
Striscioni, grida e proteste fuori dai cancelli della Trelleborg
In occasione dell’open day organizzato dall’azienda con sede al Picchianti c’è stata la manifestazione dei lavoratori licenziati nel 2010 e al centro di una battaglia legale
LIVORNO. "Solidarietà ai lavoratori licenziati". "Non c'è niente da festeggiare: i lavoratori dovete reintegrare". Sono i due striscioni attaccati ai cancelli della Trelleborg, multinazionale nel settore delle coperture e guarnizioni con sede al Picchianti, durante la protesta organizzata nella mattina di sabato 13 settembre. L'occasione per la manifestazione degli otto ex dipendenti messi a casa e al centro di una lunga battaglia legale è stata l'iniziativa "open-day" dell'azienda.
Così, mentre nello stabilimento entravano i lavoratori con le loro famiglie, fuori esplodeva la protesta. La battaglia legale degli otto licenziati (nel frattempo rimasti in cinque, perché tre hanno deciso di intraprendere la via della conciliazione con Trelleborg) è cominciata con il recesso del rapporto di lavoro da parte dell'azienda nel 2010, proseguita con il giudizio di licenziamento collettivo illegittimo e l'obbligo di reintegro disposto dal tribunale del lavoro nel 2012, e conclusa nell'ottobre 2013 con il ricorso della Trelleborg e la sentenza in appello che ha rigettato il precedente verdetto, rendendo ufficiali i licenziamenti.
Gli ex dipendenti prima cacciati, poi richiamati e infine messi a casa sono stati accompagnati nella protesta davanti ai cancelli da amici e colleghi che lavorano in altre aziende del comparto livornese. Presenti anche i membri del "Coordinamento lavoratori livornesi", che hanno affisso gli striscioni e hanno acceso fumogeni e intonato cori di protesta insieme ai dipendenti all'esterno dello stabilimento.
VIDEO / LE IMMAGINI DELLA PROTESTA
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