Gioco
Prima i volontari, poi gli alunni così le Mazzini si rifanno il look
LIVORNO. Lunedì prossimo inizia la Scuola e fervono i preparativi per dare il “bentornato” agli alunni; ma alle Mazzini, oltre al personale scolastico ordinario, sono all’opera anche i volontari....
LIVORNO. Lunedì prossimo inizia la Scuola e fervono i preparativi per dare il “bentornato” agli alunni; ma alle Mazzini, oltre al personale scolastico ordinario, sono all’opera anche i volontari. Hanno scelto di trascorrere così gli ultimi giorni di ferie in trenta fra insegnanti, ex docenti, genitori e amici: dipingendo le pareti interne dell’edificio.
Hanno acquistato pennelli, rulli, cartoni, nastri e vernici grazie ai contributi delle famiglie degli studenti (circa 500 euro) e si sono rimboccati le maniche: iniziando dal basso, pitturando i corridoi del piano terra con colori accesi e vivaci per rendere l’istituto più accogliente e vivibile.
Si lavora in allegria e di buona lena ma sempre nel rispetto della sicurezza. «Facciamo qui quello che faremmo a casa nostra», raccontano i volontari. «Non pretendiamo di sostituirci ai professionisti del settore ma ci mettiamo cura e impegno, e ai ragazzi non chiediamo né di più né di meno. Vogliamo insegnare loro che se una cosa non è di nostra proprietà non vuol dire che non ci appartenga».
Toccherà agli alunni infatti l’onere di risistemare le classi; come bonus, avranno la possibilità di personalizzarle con le proprie mani. «È un intervento contro l’assuefazione al degrado ma è anche un esperimento educativo», spiega il preside Cesare Lazzari. «Abbiamo scelto di partire dai corridoi e di conservare, per ora, le aule così come sono. Quando i ragazzi torneranno potranno vedere con i loro occhi la differenza, e, se sapranno coglierla, ci auguriamo che possano sviluppare il senso di appartenenza ad una comunità ed apprendere il concetto di cittadinanza attiva. Il nostro obiettivo - continua Lazzari - è di estendere entro l’anno i lavori in tutti e quattro i plessi che fanno capo a noi, ma possiamo riuscirci solo con il sostegno dei genitori degli alunni. Spendiamo ogni anno circa 40 euro per le necessità dirette e indirette di ciascuno studente, e questa è più o meno il corrispettivo che le famiglie ci versano».
E conclude: «È solo grazie alla generosità dei genitori che abbiamo finalmente gli strumenti per questi ed altri piccoli interventi di ripristino, perché l’autonomia della scuola in Italia è ancora incompiuta e ostacolata dalla troppa burocrazia; servirebbe un fondo economale».
I volontari sono già impegnati anche nella succursale “Ex-Pirelli” sul viale Carducci, e presto si metteranno all’opera anche alle “Ex-Gamerra” di Coteto e presso la sede in villa Corridi, dove comunque hanno già effettuato alcuni interventi minori.
Matteo Scardigli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
