Porto e bacini, il dibattito si infiamma
Nogarin: «A Porta a Mare una speculazione, fiducia ai riparatori». Botta e risposta con Gallanti
LIVORNO. «La vicenda dei bacini è uno scandalo. Porta a Mare è stata un'operazione immobiliare, una speculazione in grande stile, inutile nascondersi dietro a un dito. Lì è stato costruito un quartiere, dove prima c'era un cantiere invidiato che dava lavoro e aveva grandi professionalità. Dovete rendere conto alla città di ciò che avete fatto. Io ho un vantaggio: ho le mani libere». Queste parole sono state pronunciate ieri dal sindaco Nogarin in uno dei momenti più accesi del dibattito su “La Toscana e la crisi, idee per uscire dal tunnel” organizzato in vescovado.
Porto, infrastrutture e lavoro sono stati i temi principali del dialogo-incontro tra vescovo Simone Giusti e governatore Enrico Rossi, cresciuti insieme a Cascine di Buti.
In sala sono arrivati molti rappresentanti delle riparazioni navali. E anche il presidente dell'Autorità portuale, Giuliano Gallanti. La gara per i bacini è da subito il tema caldo. «Darò ampia disponibilità e fiducia ai riparatori, ho visto i piani con i posti di lavoro», dice subito Nogarin. «Noi non guarderemo in faccia nessuno, faremo una gara per i bacini», ripete il presidente Gallanti: «Parteciperanno i riparatori, credo che parteciperà Azimut...sarà una gara per navi di medie dimensioni. Il comitato portuale è già convocato per l’8 ottobre». Botta e risposta con Nogarin: «Vorrei però che la città potesse dire la sua, non valendo solo uno in comitato portuale...». E Gallanti: «Il Pot con queste previsioni è già stato votato all’unanimità da tutti gli enti, compreso il Comune. E anche Cosimi contava uno...». Semmai, ripete, «serve il piano regolatore se si vuole attirare operatori e investimenti». Sul porto il governatore Rossi mette sul tavolo della collaborazione istituzionale due punti: un «piano di lavoro sulle infrastrutture» e «concorrenzialità del porto, perché alle navi fermarsi qui deve costare un euro in meno che in altri porti». Lo fa dopo avere ricordato che Piombino e Livorno sono in Toscana le realtà che soffrono di più». «Livorno – ripete ha subito la crisi del settore auto e di un porto in ritardo, perché altri si sono mossi meglio, sono stati più dinamici». Strappa un applauso quando butta lì l’ipotesi di «affittare una draga da tenere sempre a Livorno», per il problema dell’insabbiamento. E torna sul «buco» dell’autostrada Tirrenica («bisogna che Renzi capisca che il nodo Tirrenica va risolto»).
«Auguro al sindaco Nogarin – dice in apertura del dibattito – il successo della sua giunta: qui la politica deve essere in grado di tracciare linee marcate, perché la crisi ha colpito di più. Livorno ha potenzialità straordinarie, la Regione di risorse ne ha messe diverse, mi auguro che possano trovare impulso con il nuovo sindaco. Le elezioni e la campagna elettorale sono finite, lavoriamo nell’interesse di Livorno». Era stato Nogarin, qualche minuto prima, a dargli il là con una battuta: «Due pisani che sono i benvenuti a Livorno è una cosa storica».
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