Il Tirreno

Livorno

L’Hotel Universal riapre e ringiovanisce

di Cristiana Grasso
L’Hotel Universal riapre e ringiovanisce

A gestire la rinascita il titolare Renzo Guddemi, 28 anni, una passione per il teatro: «Chiamatemi alberg-attore»

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LIVORNO. Giovane imprenditore? Riduttivo. Per uno che ha 28 anni, fa l’attore da quando era ragazzino (attualmente sta girando l’Italia con il musical “Spring Awakening”, creatura di Pietro Contorno e Emanuele Gamba) e ora è diventato il padrone di un hotel da favola, l’hotel Universal. Ex albergo Savoia, poi ex villa Chayes, poi “vecchio” albergo Universal, fino al 2011. Un bel palazzo di fine Ottocento affacciato sul mare, davanti allo specchio d’acqua che è il regno di Biscottino e delle sue barche, sul viale di Antignano. Dove da sabato scorso, cioè da quando ha riaperto dopo tre anni di lavori, risplende tutta la nottegrazie all’elegante illuminazione esterna.

«Chiamatemi alberg-attore» butta lì, e negli occhi azzurri l’orgoglio per l’impresa compiuta fa scintille, le parole volano una dietro l’altra, c’è da raccontare la storia di un’avventura, di una famiglia di migranti (la sua), di una missione abbracciata fin dall’adolescenza. Renzo Guddemi si muove freneticamente tra la hall, la sala da pranzo e le sale da tè, la terrazza sparata sul tramonto e le camere curate nei minimi dettagli. Stile neoclassico rivisitato, tocchi originali, pavimenti e ringhiere d’epoca ripristinati, mix di antico e moderno come detta l’ultimo grido dell’interior design, atmosfera accogliente e raffinata, tanta luce, oggetti scelti con cura. C’era una volta il “vecchio hotel Universal”, aperto all’inizio degli anni Ottanta da papà Giuseppe e mamma Antonina. Gente che nasce nella campagna siciliana in provincia di Agrigento e per far fare un salto di qualità alla vita emigra in Inghilterra dove mette su un po’ di soldi aprendo una friggitoria, un classico fish&chips. A Livorno capitano di passaggio a fine anni Settanta, babbo Giuseppe vede la villa color pastello e si innamora, altri parenti gestistono un hotel a Quercianella, lui ci prova. Nasce così l’Hotel Universal e Renzo nasce quasi con lui, qualche anno dopo. Cresce qui, «e questa è sempre stata la mia vita, i miei amici mi chiedevano di andare a fare le vasche in via Ricasoli e io rispondevo “non posso, c’ho da servire a un matrimonio».

Renzo, l’hotel, i suoi genitori: un triangolo che si spezza quando muore, troppo presto, mamma Antonina. «Era il 1999, io ero un ragazzino. Mio padre ha accusato tantissimo il colpo, erano una cosa sola, l’albergo funzionava grazie alla loro sinergia». Giuseppe cerca comunque di non mollare, ma l’hotel comincia a perdere colpi. «Eravamo rimasti indietro, per lui non era facile, così da solo, stare al passo con i tempi, qualcuno si lamentava perché non trovava i comfort moderni che si aspettava».

A Renzo piange il cuore, «mi dispiaceva troppo assistere al declino». A un certo punto, circa tre anni fa, il futuro alberg-attore, all’epoca soprattutto attore, prende il coraggio a quattro mani. «Ho proposto a mio padre di rilevare io l’attività. E di rimetterla in sesto. Forse all’inizio pensavo solo a sistemare un po’ le cose ma poi i sogni hanno preso la mano. Babbo si è un po’ spaventato ma mi ha sempre aiutato e ora è felice come me». Con l’ingegner Matteo Fusaro (che è anche un musicista assai conosciuto in città) partono all’attacco. Conservare quello che si può, abbellire, restituire a Livorno questo gioiellino architettonico. Ci sono voluti tre anni, ma ora i cancelli sono definitivamente spalancati e la piscina sormontata da una statua è piena d’acqua. «Sì sarò un sognatore, ma io questo posto me lo immagino di tutti. Vorrei che non fosse solo un hotel ma anche un luogo d’incontro, porte aperte, storie che si incrociano. Perché un luogo per avere una sua storia deve poter raccontare le storie, accoglierle, costruirle. Per ora pricedo passo dopo passo ma ho tante idee, purtroppo questo non è un paese dove è facile realizzare le idee ma io ci proverò. Intato sono arrivato fin qui ed è già un piccolo miracolo». Un gruppetto di ospiti se ne sta sulla terrazza a bere cocacola ma a ottobre aprirà il ristorante «solo pesce fresco...». Per ora Renzo ha assunto le due ragazze alal reception, ma sono in vista altri recultamenti, «ho già contattato il personale per la cucina, devo aspettare che si liberino da altri impegni». Intanto lo aiutano e parecchio gli amici, soprattutto artisti, attori e musicisti che gravitano attorno alle più importanti manifestazioni labroniche, la sua ragazza Lisa che vive con lui e due gatti in un appartamento vivono al Goldoni e insegna danza dove lui trova persino il tempo di insegnare recitazione. E se l’amico-ingegnere-musicista sta lavorando anche al sito web («sarà pronto tra poco...») c’è l’attore Maurizio Maltoni che fa le foto e poi è tutto un via vai di gente che entra per complimentarsi, far due chiacchiere, dare consigli. «Ecco, questo io sognavo. Un posto magico come questo deve essere inondato di luce, coccolare i clienti ma anche farsi animare dallo spirito di questa città, una città che avrebbe tanto da dare ma che tende a tenersi tutto per sé».

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