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Ecco 500mila euro in aiuto alle imprese per uscire dalla crisi

Ecco 500mila euro in aiuto alle imprese per uscire dalla crisi

L’iniziativa della Fondazione Livorno e del Banco di Lucca ha coinvolto anche la Caritas e l’Ordine dei commercialisti

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LIVORNO. Cinquecentomila euro per finanziare lo start-up di piccole imprese artigianali, commerciali e agricole: ecco la ricetta della Fondazione Livorno per aiutare la città a uscire dalla crisi, possibile con la sigla della convenzione con i vertici locali di Caritas, Banco di Lucca e Ordine dei commercialisti.

La cifra, stanziata per metà dalla Fondazione e per metà dal Banco di Lucca, andrà a costituire un fondo di garanzia per finanziare interventi di microcredito destinati a favorire l’avvio di attività di impresa da parte di soggetti in situazioni di precarietà economica.

L’idea nasce dalle valutazioni effettuate dalla Fondazione sui risultati di una iniziativa analoga condotta insieme a Caritas e Banco di Lucca. «Finora abbiamo aiutato con successo le persone, adesso vogliamo innalzare la qualità e investire nei progetti - spiega il presidente Luciano Barsotti - Non intendiamo sostituirci al normale percorso finanziario, ma fare la nostra parte per aiutare le imprese che verranno a muovere i primi passi».

Fondamentale quindi l’ingresso nella cordata dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che fornirà ai beneficiari un aiuto per fare pianificazione d’impresa e districarsi nella burocrazia. Per Giovanni Verugi, presidente dell’Ordine, «la promozione di speranza è promozione di sviluppo, non ci si “aggancia” alla ripresa ma la si crea».

Un percorso da affrontare insieme, secondo suor Raffaella Spiezio, presidente di Caritas: «Solo facendo rete si possono valorizzare le potenzialità e stimolare le opportunità, dobbiamo essere lievito nella massa». E, citando Papa Francesco: «Il lavoro, meglio se pratico e indipendente, rigenera l’uomo e restituisce dignità».

Sulla stessa linea il notaio Mario Miccoli, presidente del “Banco di Lucca e del Tirreno”: «Il filo conduttore tra le molte cause della crisi è la perdita dell’eticità nella gestione del credito e del denaro in generale. Vogliamo contribuire a recuperarla, pur senza sottrarci alle regole alle quali le concessioni devono sottostare».

Per il direttore generale del Banco, Fabio Frilli, «stiamo assistendo a una sinergia fattiva tra quattro strutture eterogenee che si impegnano in maniera concreta. E il Banco per primo sceglie di contribuire al rischio».

Per accedere al prestito (senza spese di istruttoria né di estinzione anticipata) è necessario presentare domanda di partecipazione presso il Centro di Ascolto della Caritas di Livorno, che selezionerà le richieste da inviare al Comitato di valutazione per le attività istruttorie. L’importo minimo erogabile per ciascun progetto è di 5mila euro, quello massimo di 20mila euro.

Matteo Scardigli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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