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La burocrazia va in ferie e il bonus frena
Tutta colpa delle ferie. E della burocrazia. I fondi per consentire alle aziende di assumere ragazzi sono stanziati. Ma i “bonus” - 320 milioni per l’Italia, 9 per la Toscana - sono intoccabili....
Tutta colpa delle ferie. E della burocrazia. I fondi per consentire alle aziende di assumere ragazzi sono stanziati. Ma i “bonus” - 320 milioni per l’Italia, 9 per la Toscana - sono intoccabili. Bloccati a causa di un decreto che la Corte dei conti deve registrare da circa un mese. Tempi tecnici si dice a Roma. Parole che non vuole più sentire chi a maggio ha aderito a “Garanzia giovani” il programma di sostegno all’occupazione e formazione per oltre 2 milioni e 250mila ragazzi fra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. In Toscana sono 93mila e, come i loro coetanei, denunciano uno scarso successo dell’operazione nazionale che in 60 giorni prometteva colloqui e miracoli.
L’Europa la sua parte l’ha fatta: all’Italia ha concesso 1 miliardo e 100 milioni di contributi, consentendo anche di utilizzare i fondi comunitari per favorire l’ingresso del mercato del lavoro dei giovani fino a 29 anni, mentre nel resto dell’Unione ci si ferma a 25. Nonostante l’estensione dell’età, in Italia il programma sembra andare a rilento. Anche se Salvatore Pirrone, direttore generale delle politiche attive e passive del ministero del Lavoro, asserisce che non ci siano ritardi nel progetto. Neppure dopo che le Regioni hanno incontrato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti per sollecitargli fondi. E, soprattutto, i bonus per le aziende pronte ad assumere.
L'inchiesta: "Garanzia Giovani"
Direttore Pirrone, il progetto Garanzia Giovani è articolato in varie iniziative. Ma ancora non sono stati attivati i bonus per incentivare le assunzioni nelle imprese. L’ultima settimana di agosto il ministro del Lavoro si è impegnato con le Regioni ad attivare la misura al rientro delle ferie. Che succede?
«Per l’attuazione di questa misura (attraverso l’Inps, ndr) è necessaria la promulgazione di un decreto. Il decreto, se non ricordo male, è stato firmato l’8 agosto. Ora stiamo aspettando che la Corte dei Conti lo registri. Poi le aziende potranno godere degli incentivi per le assunzioni (9 milioni in Toscana nel biennio 2014-2015, ndr)».
Quando a maggio è stato lanciato il programma “Garanzia Giovani” quanti soldi il governo aveva già stanziato, scusi? I fondi europei che coprono la maggior parte dell’investimento sono stati autorizzati l’11 luglio e ancora non sono stati erogati alle Regioni.
«La strategia per la Garanzia Giovani si compone di più interventi, di cui il più rilevante è il “Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani”, che ha una dotazione di 1.513 milioni di euro. A questo programma si sommano le risorse stanziate dal decreto legge 76/2013 per l’incentivo sull’occupazione giovanile, i tirocini e l’autoimpiego. Il programma è stato lanciato il 1° maggio, l'UE, in effetti, ha autorizzato il finanziamento per l'Italia l'11 luglio 2014, ma il programma è stato inviato a Bruxelles in accordo con la Ragioneria dello Stato e il Dipartimento Politiche di Sviluppo (anche perchéé i primi 567 milioni del fondo Garanzia giovani sono stati accordati all’Italia a novembre 2013, ndr)».
Ecco perché il progetto è ancora fermo
Trattandosi di fondi comunitari, sarà obbligatorio un co-finanziamento da parte dello Stato. Ci sono le risorse disponibili?
«Il programma Garanzia Giovani è stato approvato dalla Commissione Europea. I fondi comunitari - 1 miliardo e 135 milioni - sono gestiti “fuori bilancio” come sempre avviene per i fondi strutturali. La metà di questi finanziamenti viene dal Fondo sociale Europeo, l’altra metà dal fondo speciale Youth Guarantee (Garanzia giovani, appunto). L’ammontare del co-finanziamento nazionale (378 milioni) è stato concordato con la Ragioneria dello Stato. Si tratta di fondi allocati nel bilancio dello stato per il co-finanziamento di piani e programmi co-finanziati con fondi strutturali; non hanno una precisa fonte di finanziamento. Il fondo ovviamente è coperto: la copertura sta nei saldi di finanza pubblica approvati con legge di bilancio».
Se i soldi ci sono, allora perché non sono ancora stati trasferiti alle Regioni?
«I fondi sono già disponibili per essere impegnati entro il 2015: poi dovranno essere spesi entro i tre anni successivi (dicembre 2018). Ho firmato io un decreto in tal senso, attribuendo a ciascuna Regione la quota di propria competenza (decreto dirigenziale 237 del 14 aprile 2014, due settimane prima dell’avvio del progetto Garanzia Giovani e tre mesi prima dello stanziamento dei fondi comunitari, ndr).
Comunque, i fondi comunitari serviranno solo per la cassa (pagamenti) e secondo le ordinarie procedure previste per i programmi co-finanziati saranno attribuiti in quota parte come anticipazione e in altra parte a rimborso di spese effettuate. Per rinforzare l’anticipazione, la Ragioneria dello Stato ha garantito un anticipo del 7% delle somme spettanti alle Regioni. Comunque, non tutte le Regioni ne avranno necessità perché alcune hanno deciso di far fare i pagamenti all’amministrazione centrale: Ragioneria in un primo periodo e ministero del Lavoro successivamente».
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Quanti ragazzi, da maggio a oggi, hanno effettivamente trovato un lavoro a tempo determinato o indeterminato attraverso Garanzia Giovani?
«Avremo i primi dati a fine anno».
Entro il 2018 l’obiettivo del governo è di farne assumere 64mila con i bonus. E di coinvolgere 560mila con Garanzia Giovani. Ma ancora, almeno le assunzioni, sono al palo. Quasi ovunque.
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