Il Tirreno

Livorno

Guasticce piange il suo “grande uomo” disponibile con tutti

Marcello Del Ghianda stroncato da una malattia a 69 anni Lavorava alla Cmf e contagiava chiunque con il suo sorriso

3 MINUTI DI LETTURA





GUASTICCE. Non ha perso la serenità e il suo inconfondibile sorriso neanche nei momenti più difficili. Ha lottato fino all’ultimo con tutte le sue forze, circondato dai familiari che gli sono sempre stati vicino. Ma alla fine Marcello Del Ghianda ha dovuto arrendersi alla malattia, che se l’è portato via all’età di 69 anni.

La notizia, giunta da Bologna, dove Marcello si era trasferito negli ultimi anni, ha gettato nello sconforto tutti i suoi amici livornesi e i colleghi della Cmf (Costruzioni metalliche Finsider) di Guasticce, dove aveva lavorato per lungo tempo in passato.

Marcello era nato a Cecina il 29 maggio del 1945. Si era trasferito a Livorno negli anni ’70, trovando subito lavoro allo stabilimento di Guasticce, dove per decenni ha dimostrato il suo grande impegno e dove tutti quanti hanno imparato a conoscerlo per la sua generosità. «Era sempre pronto ad aiutare i suoi amici e i suoi familiari - racconta la figlia Silvia - Babbo aveva sempre un consiglio giusto per tutti. Adorava andare a correre - ricorda - per questo negli anni ’80 era socio del Circolo podistico “Le tre Province”. Ogni domenica andava a correre, e amava portare con sé tutta la famiglia».

Marcello aveva fatto della disponibilità la sua ragione di vita. Il suo spirito allegro e la sua positività lo hanno reso una figura importante e piacevole agli occhi di tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo. Amava trascorrere le sue vacanze sull’isola d’Elba, nella “sua” Cavo, dove praticamente tutti gli anni trascorreva qualche giorno di relax insieme ai familiari e agli amici più cari.

Dopo Cecina e Livorno, la sua terza casa era diventata Bologna, dove si era trasferito da qualche anno con la sua amatissima compagna e moglie Leda.

Poi la malattia. «Il 6 novembre scorso - riprende la figlia Silvia - aveva subìto un grosso intervento con l’asporto totale della cistifellea. Si era sottoposto a una serie di cicli chemioterapici, senza mai manifestare una sofferenza o un lamento, attaccato con gioia alla vita e accanto ai suoi cari. Ma la malattia avanzava quotidianamente, per questo ha dovuto subire interventi con drenaggi al fegato, ormai quasi totalmente bloccato». Marcello si è spento martedì, dopo circa un mese di ricovero, all’ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

«Lascia un gran vuoto dentro di noi - commenta affranta Silvia - Non voglio crederci, non so come farò senza di lui. Lo sentivo tre volte al giorno e ogni volta riusciva a darmi quella sicurezza di cui una figlia ha bisogno per affrontare il mondo!». Un ritratto condiviso con gli altri familiari, che lo descrivono come un uomo meraviglioso e sempre attento ad affrontare i problemi della vita con serenità, un aspetto che finiva per dare sostegno a tutti coloro che gli stavano vicino.

Gli amici livornesi lo ricordano invece come un «grande uomo», sempre attivo e con la valigia pronta, per andare al mare o a sciare (altra sua grande passione), e non dimenticano le sue battute e le sue risate contagiose.

Il funerale si terrà oggi alle 10.30 alla chiesa di San Martino a Bologna, poi la salma sarà accompagnata al cimitero di Borgo Panigale. (g.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web