Gioco
Dall’Ugl una strigliata sullo stallo riparazioni
LIVORNO. «Non capiamo il mancato avvio dell’operazione che dovrebbe portare alla riapertura del bacino in muratura presso l’ex Cantiere Orlando: in gioco ci sono numerosi posti di lavoro, per giunta...
LIVORNO. «Non capiamo il mancato avvio dell’operazione che dovrebbe portare alla riapertura del bacino in muratura presso l’ex Cantiere Orlando: in gioco ci sono numerosi posti di lavoro, per giunta in un periodo di grave crisi economica che vede molte famiglie in forte sofferenza». A parlare è il segretario generale di Ugl Toscana, Taddeo Albanese.
«Tutti i settori economici del porto - prosegue Albanese - grazie alle ripartenza delle riparazioni navali avrebbero sicuramente un grande vantaggio, perché i vari armatori saranno certamente più invogliati a scegliere Livorno come scalo per le loro navi. Non dimentichiamo - aggiunge - che il porto è il più importante volano per rimettere in piedi il sistema produttivo della città».
Il bacino in muratura per Albanese è «abbandonato da troppo tempo, eppure potrebbe ospitare tutte le grandi navi che circolano nel Mediterraneo. Di tutto questo - prosegue - si sono accorti e hanno condiviso la favorevole aspettativa 30 aziende del settore, che hanno costituito, con la capofila Jobson Italia, un’associazione di imprese che oggi rappresenta già circa 500 tra impiegati e tecnici, i quali aspettano solo di poter incrementare la loro attività cogliendo questa opportunità unica derivante da un’infrastruttura già esistente».
Secondo il segretario Ugl «la moderna cantieristica navale, alla quale si ispirano queste aziende, riguarda settori altamente specializzati, per i quali si dovranno attivare corsi di formazioni mirati, creando così nuove figure professionali, oggi ricercate addirittura nei vari cantieri del mondo. Tutto questo, oltre a essere in piena compatibilità con la cantieristica già presente dei grandi yacht, concorrerà a valorizzare ulteriormente l’area della Porta a Mare, assumendo le fattezze dei porti del Nord Europa, che sono riusciti a integrare l’attività della manutenzione navale con quella della zona turistica. Coscienti che tutto questo sia semplicemente realizzabile - conclude Albanese - non si riesce a capire come mai ancora si discuta e il bacino non sia ripartito».
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