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Confcommercio, ipotesi di accorpamento regionale

Confcommercio, ipotesi di accorpamento regionale

Le associazioni toscane al lavoro per una riorganizzazione in 4 o 5 macro-aree Cesari: «L’obiettivo è contenere la spesa e garantire una maggiore efficienza»

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LIVORNO. Una riorganizzazione a livello regionale tramite 4 o 5 macro-aree, con un accentramento degli aspetti gestionali e decisionali ma con il mantenimento di tutti i servizi locali per gli associati. Una rivoluzione che permetterà di contenere la spesa, ma che al contempo garantirà una maggiore efficienza e un peso politico specifico a livello nazionale.

Sono queste le grandi manovre di Confcommercio Livorno, che insieme alle associazioni delle altre province toscane sta studiando una nuova organizzazione, seguendo alcune linee guida arrivate direttamente da Roma.

A rivelare le ipotesi di aggregazione tra le province è Giannantonio Cesari: «Siamo nella fase di “lavori in corso” - spiega il presidente della Confcommercio livornese - Gli obiettivi sono razionalizzare i costi e, se è vero che l’unione fa la forza, avere un numero maggiore di associati che si traduca in un peso politico più influente in merito alle opportunità che si presenteranno nel panorama italiano». Cesari sottolinea che la futura riorganizzazione territoriale rientra in una serie di modifiche nazionali che «interessano anche altre associazioni e fondazioni»; precisa che ancora «niente è definito» e che «siamo solo al livello di discussione preliminare, anche se la strada intrapresa è quella delle aggregazioni».

Ma cosa cambierà in concreto per gli associati di Livorno? «Teoricamente nulla - tranquillizza il presidente di Confcommercio - perché si tratta di accorpamenti che riguardano l’organizzazione interna, mentre i servizi resteranno inalterati. Anche perché - aggiunge - l’intento è preservare la capillarità sul territorio: non avrebbe senso se un associato livornese si trovasse costretto a recarsi a Firenze…».

Proprio il capitolo del numero di province e accorpamenti è uno degli aspetti che sta animando il confronto tra le varie realtà toscane: «Venerdì ci sarà una riunione a Firenze. Il problema è che a qualcuno va bene tutto, e a qualcun altro non va bene niente. L’idea di base - ripete Cesari - è che si formino 4-5 macro-aree, ma nonostante alcuni intendimenti non è dato sapere come sarà il nuovo assetto. E dobbiamo ancora decidere con precisione come saranno amministrate le sedi locali».

Insomma: il risiko della Confcommercio è appena cominciato, e non dovrebbe terminare a breve, se è vero che il “work in progress” dovrebbe durare almeno qualche mese. Ma Cesari rassicura: «Vada come vada, per i nostri associati non ci sarà impatto negativo. Siamo convinti anzi che la nuova organizzazione possa tradursi in potenzialità maggiori per la partecipazione a bandi di gara, discussioni e iniziative nazionali».(g.c.)

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