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«Il nostro sogno: il gay pride a Livorno»
LIVORNO. «Vorrei fare un plauso a questa amministrazione per la velocità con cui ha affrontato la questione del registro delle unioni di fatto – interviene il presidente del tavolo Rainbow, Francesco...
LIVORNO. «Vorrei fare un plauso a questa amministrazione per la velocità con cui ha affrontato la questione del registro delle unioni di fatto – interviene il presidente del tavolo Rainbow, Francesco Belais – con questo regolamento Livorno può diventare un faro in Italia». I rappresentanti del tavolo Rainbow si dicono favorevoli alla delibera presentata dai cinque stelle.
Soprattutto guardano con favore al comma 2 dell'articolo 3 della bozza del Registro delle unioni civili che apre l'iscrizione anche a coppie non residenti nello stesso comune. «La residenza nello stesso comune è una clausola che non è richiesta per il matrimonio civile – continua Belais- questo rappresenta un ulteriore passo avanti che credo possa ispirare molti comuni della Toscana».
I rappresentanti del tavolo Rainbow esprimono il desiderio che la delibera venga approvata all'unanimità. Si rivolgono ad Elisa Amato di Fi: «Lei che ha detto no con tanta forza, guardi anche a quello che ha dichiarato in questi giorni Silvio Berlusconi, c'è una destra liberale pronta a difendere i diritti di tutti».
Il riconoscimento delle unioni di fatto anche per gli omosessuali ha aperto il dibattito in ottava commissione tra i rappresentanti dei partiti politici e del mondo dell'associazionismo. Intanto Maurizio Muzzi, della Compagnia Ribolle e presidente del teatro dell'Assedio, lancia, seguito da Eleonora Luciotto di FriendLi, l'idea, il sogno di portare il gay pride a Livorno. «La cronaca ogni giorno ci porta a considerare quanto sia difficile per molti accettare la propria sessualità e dichiararla – spiega Muzzi – per questo chiedo che si possa creare uno sportello in Comune per accogliere le istanze dei cittadini e non gravare solo sul mondo dell'associazionismo volontario».
Giulia Mancini
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