Gioco
Il vescovo striglia le istituzioni: è finito il tempo dei proclami
Nella messa della Natività di Maria che segna l’inizio dell’anno pastorale della Chiesa, il vescovo Simone Giusti bacchetta le istituzioni: basta con i proclami, servono i fatti. Nel mirino soprattutto casa e lavoro
LIVORNO. «È finito il tempo delle parole, dei proclami e della declamazione dei buoni propositi: servono fatti». È il passaggio-chiave dell'omelia del vescovo Simone Giusti sul sagrato del santuario di Montenero nella messa della Natività di Maria che tradizionalmente segna la ripresa delle attività pastorali della Chiesa livornese: e, in tandem con la lettera sulla famiglia destinata ai fedeli, ha fatto partire l'ennesima strigliata alla classe dirigente e alle istituzioni della città di fronte a una folla di un migliaio di persone. I fedeli erano giunti in piazza in processione dal piazzale dei pullman. La recita del rosario era stata contrassegnata da preghiere un po' fuori dal consueto: come quella sul Dio Padre che, anziché sulla propria onnipotenza, sceglie di mettersi nelle mani fragili di una ragazza (Maria) per far nascere Gesù Cristo; come quella che, citando don Primo Mazzolari, invita a far sì che «la misericordia non ceda al giudizio»; come quella che guarda ai guai del rapporto fra politica e economia…
Il vescovo mette l'accento su casa e lavoro. Quanto al problema degli alloggi, con l'inverno (e il freddo) che presto busseranno alle porte manda un messaggio forte dal punto di vista etico: «Nessuno che ha due case può dormire il sonno del giusto se non è disposto a sapere condividere ciò che possiede con chi non ha un tetto». Capitolo lavoro: c'è un barlume di speranza – dice – perché qualcosa si muove (il riferimento è a un «progetto da 150 assunzioni» in porto, presumibilmente quello riguardante il bacino, altro cavallo di battaglia di Giusti, e a qualcosa del genere relativo a «un centinaio di posti di lavoro in una raffineria», probabilmente la Masol).
A istituzioni e forze sociali chiede di fare squadra: «L'importante è creare lavoro, non impedire all'avversario politico di raggiungere i propri obiettivi». Non è un caso che ora abbia messo in campo lui, come regista mediatore, l'incontro in vescovado giovedì che vedrà protagonisti il governatore Enrico Rossi e il sindaco pentastellato livornese Filippo Nogarin, insieme agli amministratori Pd Lorenzo Bacci (Collesalvetti) e Alessandro Franchi (Rosignano) più il presidente della Provincia Giorgio Kutufà.
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