Gioco
«Dammi i soldi». Poi gli si scaglia contro
Tentata rapina in un’officina in via Sant’Andrea. La vittima: «Erano due stranieri: uno è entrato e mi ha chiesto i soldi»
LIVORNO. «Dammi i soldi». La richiesta, ripetuta tre volte nel giro di pochi istanti, si trasforma in un’aggressione. Il rapinatore si scaglia contro la vittima nel suo negozio, in pieno centro e in pieno giorno. Nasce una colluttazione, che finisce in ospedale per il malcapitato. Una tentata rapina successa giovedì scorso all’officina riparazione motoscooter di Christian Calledda, in via Sant’Andrea 98/A.
Sono le 14 quando il titolare Calledda, livornese di 35 anni, residente nello stesso quartiere di Sant’Andrea, si trova da solo nel suo negozio. È quasi l’ora della chiusura: in questi mesi estivi l’officina abbassa la saracinesca alle 15. A un tratto, entra un giovane sulla trentina, carnagione olivastra, alto circa un metro e 80, abbigliamento sportivo, accento straniero: dai tratti somatici, secondo la testimonianza dello stesso titolare, potrebbe essere nordafricano. Il trentenne non è solo: con lui c’è un altro giovane, forse coetaneo, che però resta sulla soglia nel negozio, a fare da palo.
Lo straniero si rivolge direttamente a Calledda e gli chiede con insistenza di dargli il denaro. È la stessa vittima a raccontare quei momenti di terrore: «Alla sua richiesta io ho risposto che non avevo soldi da dargli - racconta il 35enne - Lui ha insistito e non ha mollato di un centimetro. Anzi, al mio terzo no, mi si è scagliato letteralmente addosso e ha cominciato a colpirmi con violenza sul volto e sul corpo. Io ho reagito come potevo... ma quello non desisteva».
Nasce così una violenta colluttazione al culmine della quale i due finiscono a terra. Il round continua sul pavimento della carrozzeria. Purtroppo in quel momento - è ora di pranzo - non passa nessuno e il titolare dell’officina è solo ad affrontare l’aggressore. Mentre il complice resta in disparte, fuori dall’officina, l’altro insiste nel colpire il 35enne, che prova a divincolarsi con tutte le sue forze. E alla fine riesce a mettere i due malviventi in fuga. Infatti, a quel punto, il rapinatore capisce che non c’è niente da fare e, nel momento in cui comincia a temere di essere scoperto, scappa a piedi insieme al complice, entrambi a mani vuote.
Calledda, dal canto suo, è ferito ed è quindi costretto a recarsi in pronto soccorso per le cure. I medici dell’ospedale lo ritengono guaribile in non meno di sette giorni per le varie escoriazioni riportate sul viso e sul torace.
Il fatto è successo in via Sant’Andrea, in un quartiere spesso bersagliato da episodi di microcriminalità. Ma per Calledda l’aggressione subìta l’altro giorno è stata la prima. «Io vivo in via Terrazzini dal 2009 e lavoro qui da due anni: in questo periodo non sono mai stato preso di mira - dice il titolare dell’officina - per fortuna è la prima volta che mi trovo coinvolto in un’aggressione di questo tipo. Tuttavia, non si può certo dire che questo sia un quartiere tranquillo. Purtroppo gli episodi di violenza ci sono, però per la maggior parte avvengono tra stranieri. Devo ringraziare il Cielo perché mi è andata bene: fortunatamente i due non erano armati, altrimenti non so come sarebbe finita questa brutta storia».
Sul caso sta indagando la polizia, che subito dopo l’aggressione è intervenuta sul posto con una volante. Ora l’indagine è passata in mano alla squadra mobile.
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