Gioco
Aamps richiederà i soldi all’ex ad Rosi
In un anno e mezzo ha guadagnato 400mila euro (di cui 170mila di rimborsi). Per il ministero dell’economia non sono giustificati
LIVORNO. L'Aamps, di concerto con gli uffici tecnici e gli avvocati del Comune, sta valutando l'ipotesi di una "azione risarcitoria o recuperatoria" nei confronti degli ex membri del collegio sindacale e dell'ex amministratore unico Angelo Rosi. Il motivo? Parte dei compensi loro erogati sarebbero "illegittimi". A sostenerlo è nientemeno che il ministero dell'economia e finanze, che tra le principali criticità dell'azienda ha individuato proprio quella degli stipendi di Rosi e dell'organo che ha funzioni di controllo, composto all'epoca dei fatti (2011 e 2012) da Giovanni Verugi, Stefano Tamberi e Alessandra Rusciano.
La questione è saltata fuori in seconda commissione, dove sotto la lente d'ingrandimento è finita l'azienda dei rifiuti partecipata al 100% dal Comune. A Palazzo civico il direttore generale Lorenzo Fommei ha ripercorso la storia recente di Aamps, soffermandosi sull'ispezione del Mef, avvenuta nel maggio 2013. L'ispettorato del Ministero ha posto in evidenza "irregolarità e carenze" che, detto in estrema sintesi, riguardano la situazione economico-finanziaria, l'omessa riscossione dei crediti vantati nei confronti del Comune, criticità in materia di assunzione del personale e di conferimento di incarichi di consulenza. I primi due passaggi del verbale riguardano però "l'illegittima erogazione del compenso ai membri del collegio sindacale della società" e "l'indebita erogazione del compenso all'amministratore unico per lo svolgimento delle funzioni di direttore generale".
Fommei, in carica dal marzo 2013, dopo aver sottolineato «l'imbarazzo nel parlare di rilievi sull'operato altrui», spiega come l'azienda abbia «formulato una serie di valutazioni oggi al vaglio dell'amministrazione, in vista della presentazione delle controdeduzioni al Ministero». Poi rassicura: «Le azioni messe in campo dalla società hanno risposto ai dubbi sollevati dal Mef. Aamps - aggiunge - ha rispettato tutti i termini della moratoria e il pagamento dei debiti, ha riallineato le partite debitorie e creditorie con l'amministrazione e quelle relative alle assunzioni».
Tra queste azioni rientrano pure quelle "risarcitorie o recuperatorie", a partire da parte dello stipendio di Rosi: «Il Ministero - spiega Fommei - ha ravvisato una erogazione indebita del compenso per lo svolgimento delle funzioni di direttore generale, in assenza di una relazione finale che attestasse il raggiungimento degli obiettivi strategici». Non solo: dalle parole di Fommei emerge inoltre come il costo complessivo di Rosi per il suo incarico in Aamps sia stato superiore a 400mila euro, se ai circa 230 mila per le funzioni di amministratore unico e direttore generale si sommano rimborsi spese, vitto e alloggio, più lo stipendio per un suo fidato collaboratore. E senza la relazione di fine mandato (che avrebbe dovuto fornire lo stesso Rosi) è impossibile valutare se sono stati raggiunti gli obiettivi strategici, perciò parte di quel compenso risulta "indebito".
Il Ministero ha poi rilevato "l'illegittimità dell'erogazione dei compensi del collegio sindacale". A questo proposito il direttore generale di Aamps legge in commissione un passaggio del verbale del Mef: «I compensi del collegio sindacale nel 2011 sono notevolmente aumentati rispetto a quelli del 2010, si sono quasi triplicati. Ne consegue che risultino illegittimi gli aumenti erogati ai sindaci sui compensi dell'esercizio 2011, mentre quelli sull'attività 2012 andranno rideterminati».
A questo punto è probabile che, nel corso di una delle prossime assemblee dei soci di Aamps, in occasione della discussione delle controdeduzioni da inviare al Ministero, il socio unico (cioè il Comune stesso) dia mandato al neo amministratore unico Marco Di Gennaro di agire in tal senso nei confronti di Rosi e degli ex sindaci revisori.
Giorgio Carlini
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