Il Tirreno

Livorno

«Vogliamo lo stop all’inceneritore subito»

Il blog di Grillo forza le parole di Nogarin. I sindacati: ci lavorano in 40, ad Aamps non servono proclami

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LIVORNO. La posizione della giunta a Cinque Stelle contro la terza linea del Picchianti è nota. Il 28 agosto però, durante l’ultimo consiglio comunale, il sindaco Nogarin era andato anche oltre: «Siamo contro gli inceneritori nel modo più assoluto - aveva detto -. Siamo talmente contro che non solo diciamo no alla terza linea del Picchianti, ma vorremmo nel tempo togliere anche la seconda». E giovedì nell’intervista a La Cosa Channel, la tv del blog di Beppe Grillo, aveva confermato: «Stop all’inceneritore, la fatidica, famigerata terza linea di cui tanto si parla». Una dichiarazione che però sul sito ufficiale di Grillo è stata forzata e che da tre giorni compare così in bocca al sindaco, non corretta né smentita: «Vogliamo lo stop all'inceneritore subito».

Probabile che si tratti di un semplice proclama riguardo a un tema su cui il mondo stellino è particolarmente sensibile, ma è chiaro che la dichiarazione forte che il vertice del grillismo nazionale fa rilasciare a Nogarin, in città abbia creato più di un sussulto. Perché oggi l’inceneritore dà lavoro a 40 dipendenti di Aamps, oltre all’indotto industriale. Ma anche perché chiudere un impianto di tale portata richiederebbe risorse economiche enormi, così come l’estensione del porta a porta in tutta la città. «In momenti come questi fare proclami crea scompiglio nei cittadini e soprattutto nei lavoratori», attacca Euro Michel, segretario del Fiadel, una delle quattro sigle sindacali presenti in azienda. «All’interno del termovalorizzatore lavorano operai specializzati, la cui ricollocazione anche dentro Aamps diventerebbe difficile. Già pensare alla chiusura della seconda linea, voluta dalla passata amministrazione ma portatrice di benefici importanti all’azienda, è preoccupante. Ora lanciare l’idea di una chiusura dell’inceneritore, sapendo che poi non si farà, ci sembra un’uscita estemporanea, che non si basa su dati di fatto, su un programma, su un piano, ma crea solo caos».

E il segretario provinciale della Cisl Giovanni Pardini rinacara la dose: «Il sindaco abbia il coraggio di confrontarsi e prendere una posizione. Aamps deve avere una prospettiva, che non può essere rappresentata dal semplice finanziamento dal Comune per il contratto di servizio. Se il piano industriale è solo il porta a porta esteso a tutta la città, beh non è sufficiente. Ci sembra un piano di decrescita, funzionale solo al riciclo dei rifiuti. Bisognerebbe che si guardasse a cosa in Europa si fa con i rifiuti anziché limitarsi a dichiarazioni alla Grillo». Poi Pardini estende il suo ragionamento al di fuori di Aamps: «Nonostante il programma bislacco che ha presentato, Nogarin non ci ha mai chiamato. Vorremmo incontrarlo per capire come intende attrarre investimenti sulla città». (g.c.)

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