Toscana
In 500 alla benedizione di bici e ciclisti
A Montenero una folla di appassionati da tutta la Toscana nel ricordo di Alfredo Martini, don Vasco e Michela Fanini
LIVORNO. Maglietta gialla con scritto “Ora et Pedala”: così Giovanni Carrara inaugura la 15ª edizione del pellegrinaggio dei ciclisti. Un pellegrinaggio organizzato da Carrara stesso, che raggruppa i ciclisti provenienti da tutta la Toscana, con appuntamento sul sagrato del santuario di Montenero.
Come ogni anno la mattinata prevede il ritrovo dei cicloamatori nella piazza del santuario, dove viene celebrata «una messa sportiva e breve – come afferma Carrara – per dedicare un’ora alla Madonna con le parole di don Alessandro».
L’appuntamento è anche un modo per ricordare gli amici a due ruote scomparsi come don Vasco, Alfredo Martini, Michela Fanini e tanti altri ai quali rivolgono un saluto in silenzio. «L’iniziativa è partita 15 anni fa quando con 100 ciclisti da Pontedera andai a Volterra – racconta Carrara – dove il vescovo Vasco Bertelli ci ricevette per il Giubileo dell’Anno Santo del 2000, con una grandissima festa che poi finì a tarallucci e vino, cioè con pane e pomodoro per tutti».
L’evento piacque così tanto che decisero di organizzare la “Pasqua del ciclista” ogni anno, girando i vari santuari vicini a Pontedera. Dal 2005 la tappa fissa è diventata Montenero, dopo che hanno riscontrato una notevole partecipazione.
Infatti, dal gruppo originario di 100 pontederesi, si è arrivati a un’affluenza molto superiore, che comprende le altre zone della Toscana. Tanti i ciclisti accorsi ieri mattina, circa 500, anche i più piccoli, arrivati alla meta dai diversi territori della regione per festeggiare.
Chi è venuto da Massa, chi da Pisa, chi da Lucca. Veterani ormai di quest’iniziativa, spinti dalla condivisione, come spiega Valerio Mancini da Pontedera: «La socializzazione è uno dei motivi che mi porta ogni anno a partecipare a questo appuntamento, oltre al fatto che è anche un modo per ricordare amici ciclisti che non ci sono più».
Gli fa eco Andrea Pagni da Bientina: «Sono molti anni che vengo. Mi piace condividere questo momento che si sposa anche con la santa messa con amici».
Si dicono altrettanto entusiasti i bambini, come evidenzia Fabrizio Lupi, responsabile dei piccoli ciclisti, da Empoli: «Sono già diversi anni che i bambini partecipano con grande gioia. Con l’arrivo dell’estate chiedono subito quando avverrà l’incontro».
È con questo spirito di condivisione che Carrara sceglie proprio la bicicletta come protagonista: «La bicicletta è un aggeggio rude e bellicoso, ma che affratella più di ogni altro mezzo sportivo. Nessun ciclista si rifiuta di dare una mano a un altro ciclista che ha forato. Siamo cani e gatti in gara, ma quando inizi a guardare chi è davanti a te c’è la condivisione».
I ciclisti si salutano subito dopo la benedizione di don Alessandro alle loro biciclette e dopo aver recitato stretti nella commozione la preghiera del ciclista. Che recita così: «Grazie, Signore, per avermi fatto conoscere e amare la bicicletta che mi fa sentire libero sulle strade del mondo. Fa’, o Signore, che la fatica del pedale non sia solo evasione, ma più motivo di ringraziamento per le bellezze della natura che attraverso... Spero, Signore, che tu mi aiuti a finire bene la corsa per meritare il tuo giusto premio...».
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