Gioco
Sindaco, sulla sanità serve un nuovo patto con Rossi
Dire solo “no” non basta: bisogna fare una scelta per trattenere sul territorio i finanziamenti regionali
«Garantisco che il nuovo ospedale a Montenero non si farà». Dalle colonne del Tirreno (venerdì scorso), Nogarin ha ribadito la sua contrarietà all'ipotesi di un nuovo presidio sanitario nella periferia sud.
Una scelta diametralmente opposta a quella della precedente amministrazione targata Pd. Una scelta con cui si può concordare o dissentire. Ma comunque una scelta chiara e legittima quella del sindaco, nel solco del programma del Movimento Cinque Stelle, che adesso dovrà essere messa nero su bianco con un atto che cancelli la deliberazione numero 138 votata e approvata dal consiglio comunale il 4 dicembre 2009 (la conseguente procedura Asl per l'appalto dei lavori è tuttora aperta). Ma dire no al nuovo ospedale a Montenero non basta. Ora Filippo Nogarin deve andare oltre l'annuncio e fare un passo in avanti prospettando una soluzione alternativa. Ben venga l'incontro informale (e casuale?) con il direttore generale dell'Asl 6 Eugenio Porfido e con l'assessore regionale alla sanità Luigi Marroni (la stretta di mano, come scriviamo in pagina, è avvenuta a Donoratico in occasione di una apericena di solidarietà), ma è assolutamente necessario che il sindaco incontri al più presto il presidente Enrico Rossi (è la Regione che ha la potestà in materia sanitaria) e con lui apra un confronto che porti alla stipula di un nuovo patto sulla sanità livornese che abbia come fondamenta un piano diverso da quello di Montenero: il piano Scura, il piano Mariotti, un qualsiasi altro piano, ma Nogarin deve dire quale preferisce e che cosa intende fare. Perché una cosa è certa: la struttura di viale Alfieri, com'è attualmente, non è più capace di rispondere alle esigenze dei cittadini in termini di efficienza, di comfort e, soprattutto, di standard di cura. Lo ha dichiarato il direttore Porfido («La differenza a livello sanitario la fanno i professionisti, le competenze e le capacità. Ma la struttura e la logistica contribuiscono in modo importante sul buon funzionamento»: intervista al Tirreno del 20 luglio scorso) e lo ha ammesso lo stesso sindaco quando ha appunto ipotizzato la riqualificazione del complesso di viale Alfieri che, seppur oggetto di continue ristrutturazioni, evidenzia tutti i suoi 80 anni e passa di età. Nogarin dica perciò a Rossi qual è la sua idea di futuro per la sanità cittadina e su questa ipotesi la Regione - preso atto che il progetto di Montenero ) non esiste più - decida l'entità dei finanziamenti da destinare al nostro territorio. Ma non bisogna perdere tempo, altrimenti c'è il serio rischio che i soldi già stanziati dalla Regione Toscana per il nuovo ospedale di Livorno (compresa una cifra a "fondo perduto", come ebbe a dire l'assessore regionale Marroni in un'assemblea alla Circoscrizione 1, di cui il Tirreno riferì il 2 luglio 2013) cambino definitivamente strada e finiscano a Siena. Con Livorno che sarebbe così condannata al ruolo di cenerentola della sanità toscana. Ecco perchè, lo ripetiamo, un nuovo patto tra Comune e Regione deve essere siglato rapidamente. Una decina di giorni per incontrarsi a Firenze, dice Nogarin? Benissimo... Poi, una volta raggiunta questa intesa, il sindaco e la sua giunta avranno tutto il tempo necessario per approfondire - d'intesa con l'Asl - lo studio e la progettazione del nuovo ospedale e dei nuovi servizi sanitari sul territorio. E a quel punto Filippo Nogarin e il Movimento Cinque Stelle potranno veramente dire: "fatto!"
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