Lutto
Poco prima dello schianto era andato in ospedale
Il capitano di vascello Sciacca la sera di giovedì aveva accusato un dolore al torace I medici del pronto soccorso, dopo la visita, l’avevano dimesso escludendo l’infarto
LIVORNO. Giovedì sera, poche ore prima dello schianto fatale a San Piero a Grado, Sergio Giuseppe Salvatore Sciacca, 56 anni, era andato in pronto soccorso in città per un dolore al torace. Il sospetto era che il malore fosse legato al cuore, forse a un infarto. I medici lo hanno trattenuto qualche ora per accertamenti, poi lo hanno dimesso, escludendo l’infarto. Alle 9 della mattina successiva, il capitano di vascello in servizio al Cisam, si è schiantato contro un pino sulla via Vecchia Livornese: ha perso il controllo della sua auto, un’Honda Jazz, mentre viaggiava in direzione Livorno sulla strada alberata che costeggia Camp Darby. Sull’asfalto non sono stati rilevati segni di frenata e da subito la prima ipotesi fatta dai carabinieri del Setaf (Southern european task force), che hanno eseguito i rilievi, è stata quella di un malore. Sciacca, infatti, ha perso il controllo dell’auto, che per qualche metro ha proseguito da sola fino a imbattersi nell’albero. Uno schianto a cui non hanno assistito testimoni.
Una concomitanza, quella del malore e del successivo incidente, su cui ora la Procura vuole fare chiarezza, sollecitata anche dalla famiglia della vittima che ha presentato un esposto agli inquirenti. È possibile che Sciacca sia morto a causa di un infarto, che lo avrebbe colpito prima dello schianto? E se così fosse, la perdita di coscienza di venerdì mattina potrebbe essere collegata al malore della sera prima, che lo aveva spinto a recarsi in pronto soccorso? Sono questi gli interrogativi che si è posta la famiglia Sciacca e a cui la Procura è chiamata a rispondere, attraverso gli accertamenti di indagine. A questo proposito, i carabinieri del Setaf ieri mattina si sono recati nel pronto soccorso livornese e hanno sequestrato la cartella clinica, acquisendo le prime informazioni sul caso.
In ospedale giovedì sera Sciacca è stato sottoposto a tutto il protocollo medico previsto nei casi di sospetto infarto, compreso l’elettrocardiogramma, più altri esami. Tuttavia, tutti gli accertamenti hanno dato esito negativo. In tutto, il 56enne è stato trattenuto in pronto soccorso circa tre ore, ma poi è stato dimesso perché, secondo i medici, era tutto a posto.
L’unico modo per far luce sulla vicenda, e quindi sulle cause del decesso, è aspettare gli esiti dell’autopsia. Il caso è seguito dalla pm della Procura di Pisa, Paola Rizzo, che affiderà domani l’incarico. Il medico legale dovrà svolgere l’esame nella camera mortuaria dell’ospedale livornese, dove si trova la salma dell’ufficiale della Marina.
Originario di Piazza Armerina, in provincia di Enna, Sciacca risiedeva in città con la moglie Francesca Lucido, impiegata in Accademia, e i due figli, Rebecca, 18 anni, e Cristiano, 12. Da due anni il capitano di vascello era responsabile dei servizi amministrativi del Cisam. Prima aveva lavorato a Roma, allo Stato Maggiore della Marina, e in Accademia, dove aveva svolto anche il ruolo di docente e dove aveva studiato da ragazzo. Innamorato di Livorno, da anni viveva in Venezia con la famiglia.
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