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Livorno

Montenero, a messa con la bici

Montenero, a messa con la bici

Stamani al santuario una folla di ciclisti da mezza Toscana per la benedizione delle due ruote

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LIVORNO. Il sagrato del santuario di Montenero sarà stamani punteggiato da una folla coloratissima di bici e ciclisti in tenuta sportiva: appuntamento alle ore 9,45con il raduno sul piazzale del Santuario. Un quarto d’ora più tardi, dopo il saluto del rettore don Alessandro, la liturgia di affidamento alla Madonna con la “preghiera del ciclista” recitata coralmente da tutta la platea degli atleti e degli appassionati per culminare con la benedizione delle biciclette.

Alle 10,30 per chi vuole resta c’è la messa. Durante la liturgia saranno letti i nomi dei «nostri amici scomparsi»: dall’ex ct-campione Alfredo Martini, morto pochi giorni fa, «fino all’ultimo dei cicloamatori». Comunque, quest’anno l’appuntamento dei “ciclisti a Montenero” – giunto all’edizione numero 15 – ha una dedica particolare e specifica: è per “don Vasco”, l’ex parroco pontederese diventato poi vescovo a Volterra, che non aveva mandato in soffitta né la voglia di dialogare con i giovani né la passione per la bici. Non a caso, quando in una delle prime edizioni di questa bici-kermesse fra fede, sport e amicizia gli regalarono una “due ruote” tutta nera con la scritta in oro “Bishop’s bike” (bici del vescovo), lui andò in sacrestia a togliersi i parametri episcopali e saltò in sella per guidare la carovana degli appassionati...

Sono attesi in 250-300 da mezza Toscana, soprattutto dalle province di Livorno, Lucca, Massa e Pisa. È soprattutto da quest’ultima che arriveranno. Del resto, l’iniziativa ha un marchio di fabbrica pontederese: e non solo perché in Valdera, sulla salita di Santo Pietro Belvedere c’è una Madonnina contrassegnata da tanti caschi in forma di ex voto lasciati da ciclisti che in qualche occasione se la sono vista brutta.

Viene dalla città della Piaggio l’anima dell’organizzazione, Giovanni Carrara, 78 primavere sulle spalle e 500mila chilometri nelle gambe, maglietta gialla “Ora et pedala”, protagonista – insieme a un gruppetto di amici – di ciclo-pellegrinaggi come quello fra Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima o, più recentemente, fra Pontedera, Roma e Montenero («niente hotel ma sacco a pelo e pentola, magari dormendo in una sacrestia che non aprivano da mezzo secolo»).

Tutto nacque nel 2000 in occasione del Giubileo: un gruppo pontederese di cento ciclisti dai 15 ai settant’anni, sindaco in testa (ma solo per un tratto), va in pellegrinaggio su due ruote fino a Volterra per il “perdono giubilare” e lì don Vasco li accoglie in pompa magna con gli sbandieratori. Poi la domanda: e il prossimo anno la rifacciamo? Sì, la risposta in coro. Ma dove? La scelta cade su Montenero: è il santuario mariano della patrona dei fedeli toscani.

Non è questa l’unica occasione in cui la nostra città è al centro di pellegrinaggi in bici. Pochi giorni fa un gruppo di ciclisti è partito da Livorno verso Brescia nel nome di santa Giulia ripercorrendo l’itinerario che fecero le spoglie della patrona cittadina prima di essere sepolte nella città lombarda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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