Il Tirreno

Livorno

«Ci diano i soldi, faremo l’ospedale più bello d’Europa»

«Ci diano i soldi, faremo l’ospedale più bello d’Europa»

Nogarin trova Marroni a un’apericena. «Presto chiederò alla Regione di riqualificare la struttura di viale Alfieri»

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LIVORNO. Dopo tanto attendere, la stretta di mano è arrivata quasi per caso, all'apericena organizzata venerdì sera a Castagneto Carducci per raccogliere fondi per le cure palliative. È qui che Filippo Nogarin ha incontrato l'assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni. Tra i due è stato il primo faccia faccia da quando il sindaco del M5S, ha detto no all'operazione nuovo ospedale a Montenero. Operazione definita dall'accordo di programma che Regione, Asl e Comune firmarono più di quattro anni fa, nel maggio 2010 (dopo il via libera del consiglio nel 209), e che a oggi – guardando agli atti più che alle dichiarazioni – non è ancora venuto meno.

«Crediamo che un ospedale nuovo possa consentire a Livorno di restare nella serie A della sanità toscana», aveva punzecchiato a distanza Marroni il 29 agosto, a margine di una visita a Pisa. Ma ieri, all’indomani della stretta di mano, Nogarin ha ribadito che «il no al nuovo ospedale è inamovibile». No non solo all’ipotesi Montenero, ma ad una più generale operazione nuovo ospedale: perché i 5 stelle hanno sempre bocciato il sistema del project financing e storto il naso di fronte alla vendita e alla trasformazione dei beni Asl.

«Abbiamo il dovere di portare avanti la riqualificazione dell’attuale ospedale – ha ripetuto ieri Nogarin – la Regione è lì non per gestire poteri, ma finanziamenti che servono a offrire servizi ai cittadini. Con Marroni ci siamo detti che faremo una serie di incontri in Regione, ripartiremo dagli atti e metteremo mano a un accordo di programma». Anche perché a oggi tutti gli atti che vanno verso Montenero restano, appunto, validi. A quando l’incontro ufficiale in Regione? «Nell’arco di una decina di giorni, siamo disponibili a metterci al tavolo». Per costruire l’ospedale a Montenero sarebbero serviti 190 milioni (260 considerando attrezzature e pacchetto “chiavi in mano”): 109 sarebbero stati anticipati dalla Regione con un fondo di rotazione per le strutture Asl, 81 sarebbero arrivati dal privato, che per 34 anni avrebbe gestito i servizi (pulizie, mensa...) prendendo dalla Asl 33 milioni all'anno. I soldi anticipati dalla Regione avrebbero dovuto essere restituiti dall'Asl con la vendita dei beni sparsi in città. Ma con il mercato fermo, lo scorso anno la Regione aveva parlato di ulteriori fondi a garanzia.

Ora un centinaio di quei milioni potrebbero essere dirottati a Siena. «Se la Regione ha e ci dà 100 milioni per l’ospedale di viale Alfieri – la butta lì Nogarin – lo rendiamo uno dei più belli d'Europa. Che ce li dia». Prima, però, la Regione attende un piano... «Ce l’abbiamo», dice Nogarin, ma senza aggiungere altro. E insiste: «Siamo a chiedere la riqualificazione di viale Alfieri, con un progetto che vada nell'ottica di fornire servizi ai cittadini. Mettiamo a disposizione le nostre competenze, idee, la nostra fantasia: non siamo quelli degli slogan, lo dimostra come abbiamo gestito Caprilli e piscine». (j.g.)

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di Redazione web