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Wwf : è naturale che i lupi divorino i caprioli
L’associazione ambientalista chiama in causa invece le responsabilità dei cacciatori
LIVORNO. Caprioli e cinghiali sbranati da lupi sulle nostre colline? «Di "choccante" non ci sarebbe assolutamente nulla, come non è "choccante" un ragno che cattura una mosca o un delfino che mangia un'orata: semplicemente è la natura, e il lupo, essendo un superpredatore, tiene naturalmente sotto controllo gli ungulati come è giusto che sia». Parola di Dario Canaccini, che interviene a nome del Wwf livornese dopo l'episodio segnalato da un gruppo di cacciatori di cinghiali, che avevano mostrato le foto di animali sbranati. Anche l'imprenditore marittimo-portuale Giuseppe Benedetti, titolare di un allevamento di cervi, daini, mufloni e cinghiali, che «contava un totale di circa 250 animali» e ora li ha visti ridursi a «una ottantina» perché «divorati dai lupi».
Il Wwf, mettendo in guardia dalle «false dicerie» e criticando ogni allarmismo, interviene puntualizzando che «da un paio d'anni, grazie alla collaborazione con la Coop Biodiversi», è impegnato a fare informazione sul lupo delle nostre colline («mediante escursioni a tema e, dal prossimo anno, laboratori didattici»). Nel caso che l'episodio segnalato dai cacciatori venisse effettivamente confermato, l'associazione ecologista tiene a precisare che «il lupo è un animale territoriale, e non si corre il rischio che “ce ne siano troppi”». E aggiunge: «Sulle nostre colline è presente un branco riproduttivo ormai da un po' di anni, e il numero per il nostro territorio non è destinato ad aumentare, i cuccioli una volta cresciuti vanno in dispersione a colonizzare territori lontani e formare altri branchi (possono viaggiare più di 1000 km)».
Canaccini sottolinea che è in questa maniera che i lupi «hanno ripopolato l'Italia quando negli anni '70 erano quasi scomparsi»: sono tornati anche grazie «alle norme che tutelano la fauna protetta e alla reintroduzione (questa avvenuta realmente) di ungulati in natura a scopo venatorio, come il tanto discusso cinghiale che fa tanti danni all'agricoltura e che è stato reintrodotto anche in zone non vocate. Fra l'altro nelle zone prospicienti Livorno, molto vocate alla specie lupo, come Val di Cecina e Maremma, pare che il lupo non sia mai scomparso nemmeno durante il periodo critico».
Il Wwf indica una controprova a dimostrazione che i cinghiali non sono in via di estinzione: «Basta farsi una passeggiata nei nostri boschi e notare come, soprattutto in inverno, il sottobosco sia tutto una fossa, a causa del "grufolare" di questi suidi, oltre al fatto che l'incontro coi cinghiali, specie in zona Castellaccio e dintorni, sia tutt'altro che difficile». E anche ammettendo che «siano un po' calati di numero« (ma la certezza si avrebbe solo con «censimenti basati su criteri scientifici»), secondo il Wwf livornese bisogna domandarsi se sia «"colpa" del lupo o del fatto che, citando le parole del signor Saltarelli, “prima si arrivava a cacciare 15 cinghiali in un'unica battuta"».
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