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«Pd, eredità scomoda e clientelismi» Nogarin all’attacco dal blog di Grillo
In una video-intervista il sindaco traccia un bilancio dei primi tre mesi al timone della città «Renzi? Lui ha i capelli, io la barba». E su Spil: «Sia una piccola Eni per realizzare i sogni dei livornesi»
LIVORNO. «A Livorno abbiamo ereditato una situazione dal punto di vista amministrativo che era legata a un sistema clientelare. Questo è quel che il Pd ha lasciato, questa è la cosa più palpabile. Un’eredità scomoda, difficile da invertire come tendenza. Difficile da cambiare come cultura». Filippo Nogarin ha pronunciato queste parole nella video-intervista comparsa ieri sul blog di Beppe Grillo. Quindici minuti di registrazione, per tracciare un bilancio dei primi tre mesi al timone della città.
La partenza è con un paragone azzardato: “Nogarin-Renzi, due sindaci toscani, cosa hai tu che lui non aveva?”. Nogarin prima risponde con una battuta: «Renzi ha i capelli, io la barba». Poi: «Siamo due persone diverse, io non vengo dal mondo della politica e non ho intenzione di restarci, Renzi ha fatto della politica la sua vita». «Sono una persona prestata alla città per un tempo breve, per un tempo determinato – ripete dal megafono del blog – per portare a compimento una missione, un servizio civile».
Per Nogarin quella che definisce «rivoluzione in corso» in città sarebbe partita con la scelta dei vertici delle società partecipate. «Cambiare per noi – interviene – ha voluto dire anche cambiare atteggiamento nella nomina delle partecipate del Comune». Nomine che «abbiamo fatto in maniera completamente diversa dal passato, non abbiamo messo persone di partito o persone che a noi stavano bene. Abbiamo cercato di sceglierle in base alla Livorno che vorremmo tra qualche anno, in base alle loro idee e competenze». Eppure alcuni degli stessi Meet up toscani (e non solo) hanno criticato Nogarin proprio per il metodo utilizzato. A guidare Aamps, ad esempio, è arrivato un ex candidato al parlamento europeo per il M5S, Marco Di Gennaro. Mentre sarà un funzionario comunale e attivista a cinque stelle (Paolo Demi, responsabile dell’ufficio turismo) a tenere le redini della Fondazione Goldoni fino a quando non sarà scelto il direttore generale. Tra le società più importanti, è attesa ancora la nomina dei nuovi vertici di Casalp: il percorso si è fatto in salita nel confronto con gli altri comuni della provincia. Mentre sembra definita, anche se manca la firma ufficiale, la nomina del commercialista Mirco Comparini a FarmaLi, la società delle farmacie.
Proprio di servizi e farmacie torna a parlare Nogarin, quando dice che «noi siamo per la tutela dei beni pubblici» e cita la scelta di «mantenere pubblico un asset come quello delle farmacie comunali, che il Pd voleva privatizzare». Quindi il no alla terza linea dell’inceneritore e al nuovo ospedale, il sì al referendum propositivo e deliberativo senza quorum. E un paio di rivendicazioni: «Mentre i giornali si occupavano di gossip noi lavoravamo sui fatti: la riqualificazione delle piscine comunali, la gestione dell'emergenza abitativa che ci ha consentito di dare un alloggio a 30 persone».
Ma è soprattutto su Spil che ricade l’attenzione: « Abbiamo la responsabilità importante della gestione di Spil, la partecipata del Comune che si occupa del porto, forse la più importante per la città, che invece era diventata una società immobiliare. Noi la intendiamo come una piccola Eni, un incubatore che possa permettere la realizzazione dei sogni dei livornesi. È lì che la vorremmo portare». C’è da capire se la metafora guardi a una Spil “benzina” per lo sviluppo o semmai a una sorta di Iri, l’Istituto per la ricostruzione industriale. Certo è che ieri in Comune si è riunita proprio l’assemblea di Spil (che è anche la società dell’Odeon...) e nella base a cinque stelle c’è un gran fermento per la nomina del nuovo presidente.
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