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La rabbia dell’imprenditore contro i lupi «Ucciso metà del mio allevamento»
Lo sfogo di Giuseppe Benedetti, titolare dell’azienda “I Lecci”. Ma ecco la beffa risarcimenti: riservati solo per ovini e bovini
LIVORNO. I lupi sulle nostre colline ci sono, eccome. E causano anche diversi problemi. A sostenerlo, dopo un gruppo di cacciatori (l’articolo pubblicato sul Tireno di lunedì scorso e ha innescato un vivace dibattito su internet) è l’allevatore di fauna selvatica in cattività, Giuseppe Benedetti (che è anche direttore di una nota azienda di spedizioni a Livorno). «Possiedo un allevamento di ungulati composto da cervi, daini, mufloni e cinghiali che contava un totale di circa 250 animali - spiega Benedetti -la cui vendita, a fini di ripopolamento, rappresenta l’unica fonte di guadagno dell’azienda agricola ‘I lecci’ a Parrana San Martino. Ma i lupi hanno ridotto a meno della metà il numero dei miei animali».
I guai iniziano nel 2011 come racconta l’allevatore. «Proprio quell’anno è stata notata la presenza dei lupi dal ritrovamento di alcune carcasse di animali divorati - dice - ed ho subito chiamato la polizia venatoria che ha confermato i miei sospetti: c’erano i lupi». La polizia provinciale, prosegue nel suo racconto, ha installato su tutta la proprietà, circa 163 ettari, delle “fototrappole” cioè fotocamere digitali con attivazione automatica dello scatto al passaggio dell'animale. E le foto sono state fatte. «Purtroppo - aggiunge - la squadra venatoria non ha potuto fare niente per mancanza di idonee misure per la cattura».
I lupi non hanno dunque abbandonato il territorio del Benedetti e, a sentir lui, hanno continuato a rifocillarsi col suo bestiame: alla fine si è ritrovata ad avere solo un ottantina di animali a fronte dei 250 originari. Solo cinghiali e cervi sono i superstiti. E il danno per l’azienda è stato consistente. «Fino a quando devo sopportare questo assedio?», si domanda Benedetti, che aggiunge che nella scorsa primavera sono state trovate feci di lupo lungo la macchia che confina con la sua tenuta. I tentativi di farsi ascoltare dalle istituzioni sono stati vani, chiarisce il proprietario.
«Ho chiesto l’intervento delle istituzioni provinciali e comunali più e più volte per avere soluzioni al mio problema e degli indennizzi per i danni. La risposta ricevuta è stata: “La presenza del lupo è un valore aggiunto. La mia perplessità è tanta, io più che ‘valore finora ho visto solo danni».
L’amarezza di Benedetti è evidente, soprattutto dopo l’ennesima risposta negativa ricevuta questa volta dal Comune di Collesalvetti a cui chiedeva degli indennizzi per danni dovuti alla predazione. Infatti l’impossibilità di avere risarcimenti sarebbe dovuta al fatto che i rimborsi sono dati solo per predazione di ovini, caprini ed equini. Ma Giuseppe Benedetti non si è perso d’animo e ha proposto alla Provincia la concessione di uno spazio di terreno dell’azienda, opportunamente recintato dalla Provincia stessa ed utilizzarla come attrazione, organizzando visite guidate sui lupi, essendo l’azienda inserita nel parco dei monti livornesi. Idee, domande, richieste che continuano ad essere rivolte alle istituzioni da cui attende risposta. «La presenza dei lupi deve essere regolamentata - è l’appello di Benedetti - i lupi vanno gestiti, controllati. Se non si riesce a gestirli, a lungo andare sarà un problema per tutti».
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