Sicurezza
Pendolari a rischio beffa se la stazione è piccola
Trenitalia rimedia e pensa a un diverso criterio di visualizzazione delle proposte per evitare di pagare di più: le scelte saranno crescenti per chilometraggio e costo
Titoli di viaggio più cari, tempi di percorrenza più lunghi e coincidenze cervellotiche. È ciò che, alle volte, Trenitalia propone a chi vuole acquistare un abbonamento online.
Dopo la denuncia di un nostro lettore, che aveva scoperto questa stranezza fra Torre del Lago ed Empoli, abbiamo continuato a verificare quanto segnalato. E il risultato della nostra inchiesta è sorprendente.
Le indicazioni errate, in realtà, sono molte di più: almeno 25 solo in Toscana e sicuramente tante altre a livello nazionale (ne abbiamo contate otto fra Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte).
Rischio errori. Sul sito di Trenitalia, nell’area riservata alla sottoscrizione degli abbonamenti, prima di procedere al pagamento si devono inserire le stazioni di partenza e di arrivo.
Le soluzioni richieste appaiono una volta premuto il tasto “Cerca”, ma con varie sorprese: se ad esempio la tratta desiderata è Il Neto - Firenze, il sistema informatico come prima opzione consiglierà quella da 56,50 euro che passa da Prato (in direzione opposta). Un po’ come se con l’auto, per andare da Livorno a Pisa, un amico vi consigliasse di passare da Rosignano.
Risultato: retrocedendo nella città famosa per l’industria tessile, per poi procedere verso Firenze (ripassando quindi dal via), oltre a sborsare 21,50 euro in più, si percorrerebbero 25 chilometri anziché dieci, con conseguente perdita di tempo. Fra l’altro, simulando l'acquisto di un biglietto per oggi, solo in tre corse su 32 Trenitalia consiglia di passare da Prato per compiere il percorso ferroviario da Il Neto a Santa Maria Novella. Ed è così per quasi tutti i casi da noi analizzati.
Inoltre, in direzione di Firenze, le indicazioni sono erronee anche partendo da Montale-Agliana e San Romano.
Itinerari insoliti. Sono almeno 25 gli “strani casi” toscani. A dire il vero, simulando abbonamenti più insoliti – come San Romano - Arezzo o San Romano - Vernio – di errori se ne conterebbero a bizzeffe, ma per evidenziare il problema basta rimanere ancorati alla realtà. Un titolo di viaggio mensile fra i più comuni è il Montale-Agliana - Firenze. In prima battuta il sistema propone di indietreggiare fino a Pistoia, per poi riprendere la direzione del capoluogo. La spesa, in questo caso, lievita di 20,50 euro (da 56,50 a 77) per un totale di 42 chilometri contro i normali 26. Non va meglio sulla linea Arezzo - Firenze: per chi da Laterina vuole raggiungere il capoluogo toscano viene indicato di tornare ad Arezzo. Ma l’abbonamento “consigliato” si gonfierebbe ancor di più, visto che in primis prevale la soluzione che prevede il passaggio dalla più lunga linea lenta che transita da Pontassieve, al prezzo di 109 euro invece di 87 e di 109 chilometri al posto di 66. Trenitalia offrirebbe così tutte le possibili e inimmaginabili soluzioni di viaggio, anche a costo di “indietreggiare”.
Ma non sempre è così: nel caso della tratta Cascina - Livorno è direttamente il sito a instradare correttamente il cliente, mettendo come prima opzione quella più economica e veloce e, solo in seconda battuta, la variante con scalo a Pontedera. Indicazioni sbagliate anche da Vada a Livorno, da Camaiore a Massa e da Montale-Agliana a Lucca. La replica di Ferrovie.
La replica di Trenitalia. Trenitalia, da noi contattata, spiega così l’accaduto. «Il sistema intercetta tutte le soluzioni possibili e le ordina iniziando da quelle che offrono al cliente, nell’arco dell’intera giornata, un maggior numero di collegamenti, utilizzabili tra le due località – scrive l’azienda –. Esistono ampie fasce orarie in cui, spostarsi tra le stazioni di partenza e di arrivo, è possibile soltanto seguendo un itinerario più lungo, il cui abbonamento è più costoso, ma è anche quello che garantisce maggior continuità e frequenza di collegamenti. In sintesi, il criterio di ordinamento adottato dal sistema non è quello del maggior costo, bensì quello del più alto e frequente numero di collegamenti. In ogni caso – concludono da Ferrovie – la schermata sottopone al cliente tutte le opzioni possibili, lasciando a lui la scelta, sulla base delle sue effettive necessità. Trenitalia sta tuttavia valutando, con i sistemisti della società che gestisce la nuova piattaforma di vendita, la possibile introduzione di un diverso criterio di ordinamento: crescente per chilometraggio e costo».
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