Il Tirreno

Livorno

«Il bandito ci ha puntato l’arma ha preso i soldi e si è scusato»

di Lara Loreti

Il racconto del farmacista Miliardi di Quercianella preso di mira dal rapinatore con la pistola Con il titolare c’erano due commesse: «Aveva il casco in testa ma l’abbiamo visto scappare a piedi»

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LIVORNO. «Indossava una tuta da ginnastica nera, una felpa scura sopra, e poi aveva occhiali scuri e casco integrale. Di lui non si vedeva niente, era tutto coperto. Appena entrato, ha subito estratto la pistola e ce l’ha puntata contro. Noi siamo rimasti senza parole... Erano le 19.55 ed eravamo rilassati, aspettavamo la fine del turno di là a 5 minuti. Mamma mia che spavento...».

Francesco Miliardi è il titolare della storica farmacia di famiglia tra l’Aurelia e via Tina da Lorenzo a Quercianella. Mercoledì sera il suo negozio di famiglia è stato preso di mira dal rapinatore con la pistola. «In tanti anni di attività non era mai successo niente di simile. Mai», dice il farmacista con amarezza. L’altra sera Miliardi era al lavoro insieme a due commesse, e sono state proprio loro a prendersi lo spavento più grosso.

«Appena lui ha fatto irruzione in farmacia, abbiamo capito immediatamente che si trattava di una rapina - racconta il titolare - vestito così e con l’arma in pugno non ci ha lasciato alcun dubbio. La pistola ce l’ha puntata contro, ma non si è avvicinato più di tanto e per fortuna non ha preso nessuno in ostaggio. “State buoni e datemi i soldi”, ci ha detto. Aveva un accento toscano ma noi abbiamo notato una sfumatura livornese: non mi stupirei se venisse fuori che fosse di qui».

In quel momento in cassa c’è il guadagno del giorno: 1500 euro. I farmacisti terrorizzati mettono i soldi sul bancone. Lui li afferra con un rapidissimo gesto e poi scappa via. Ma prima di uscire dal negozio per dileguarsi nella notte dell’Aurelia, il rapinatore indugia: «”Scusate scusate...”, ha detto. E poi è sparito - dice Miliardi - È stata un’esperienza bruttissima. Noi siamo corsi fuori per vedere la direzione di fuga, ma lo abbiamo visto solo per un istante, correre verso sud. Poi è scomparso nella notte». La cosa positiva è che le telecamere hanno funzionato bene e potrebbero rivelarsi utili per le indagini. «Quercianella è isolata è vero ed è facile fuggire, però va detto che l’Aurelia è ben pattugliata. Il bandito è stato furbo», aggiunge Miliardi.

C’è da capire - e questo è il compito dei carabinieri, che si sono occupati dei rilievi e che stanno seguendo il caso - se ad agire a Quercianella sia stato lo stesso bandito in azione martedì a Risparmio Casa in piazza XI Maggio. Tutto fa pensare che si tratti della stessa persona: l’ora, la modalità della rapina, il fatto che sia solo o che abbia un complice “nascosto”. Solo un particolare non torna agli investigatori dell’Arma: il malvivente di San Marco era stato molto più aggressivo rispetto a quello di Quercianella che si è dimostrato più umano e per così’ dire “vicino” alle vittime, a cui ha chiesto persino scusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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