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I fondi comunitari non assicurano il posto

I fondi comunitari non assicurano il posto

L’assessore Simoncini: strumento importante, ma con la crisi l’accesso all’occupazione è difficile

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FIRENZE. Fermi no, attrezzati per i miracoli neppure. In due anni e mezzo la Toscana arriva a rimettere in moto oltre 110mila ragazzi investendo 400 milioni di fondi propri nel progetto “Giovani sì” che anticipa anche il programma “Garanzia giovani” del governo. Ma l’assessore al Lavoro, Gianfranco Simoncini ammette: «Non bastano i fondi comunitari per garantire l’ingresso nel mondo del lavoro».

Assessore Simoncini, come si trova lavoro ai ragazzi?

«Programmi come Garanzia Giovani sono importanti per favorire la collocazione dei giovani, per alcune esperienze significative, ma l’ingresso del mondo del lavoro non si sblocca neppure con le risorse comunitarie».

Però la Toscana con “Giovani sì” è riuscita ad arrivare a oltre 110mila giovani.

«In due anni e mezzo, circa 80mila giovani sono stati coinvolti in attività di formazione, borse di studio; 14mila in tirocini e 30mila nel servizio civile. Ma con la crisi attuale, il collocamento reale, sia a tempo determinato che indeterminato, è basso».

Infatti c’è molta delusione nei giovani per iniziative in ritardo e inefficaci.

«In realtà anche per Garanzia Giovani alcune dovevano partire a settembre. E da ieri sono di nuovo attivi i fondi per il sostegno all’auto-imprenditoria: la Regione fa da garante con le banche per i giovani che vogliano iniziare un’attività: garantiamo la restituzione dei prestiti e sollecitiamo le banche a concederli: c’è un plafond di 6,3 milioni. Uno e mezzo è di Garanzia Giovani».

Un passo solo non basta.

«Infatti. c’è un investimento da 32 milioni sul servizio civile.Il bando per selezionare soggetti disposti a essere coinvolti si è appena chiuso; ora c’è da bandire quello per i giovani. Nel frattempo stiamo adeguando la legge regionale alla normativa nazionale sull’apprendistato per riaprire i bandi sostenuti da Garanzia Italia».

Ma ci sono attività non finanziate dallo Stato .

«A oggi restano fuori due misure: i tirocini all’estero che partiranno a gennaio e l’erogazione dei bonus alle aziende per assumere giovani. Su questi non possiamo anticipare nulla perché la gestione è affidata all’Inps, ma il ministro ha assicurato un intervento al rientro dalle ferie. Comuque ci stiamo muovendo su altri fronti».

Quali?

«Entro ottobre, anticipando nostre risorse ripartiamo con la formazione per i ragazzi più giovani e da ottobre partirà il progetto per le agenzie di lavoro (private) e i centri per gli impieghi: in base a un tariffario nazionale riceveranno incentivi per ogni giovane al quale faranno trovare un impiego, fisso o a tempo determinato (ma di una certa durata)».(i.b.)

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