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Garanzia Giovani, centri per l’impiego: ancora colloqui ma pochi sbocchi
L’eccezione di Pisa: «Venticinque assunzioni attivate, ma abbiamo sfruttato un circuito che era già rodato»
I centri per l’impiego delle province toscane proseguono nei colloqui orientativi, ma il progetto Garanzia Giovani non riesce a incidere sul mercato del lavoro.
Le operazioni di preselezione procedono nei tempi previsti in Toscana, ma quando si arriva al dunque anche le offerte di tirocinio sono merce rara. E, quasi sempre, il giovane che si presenta agli sportelli si sente offrire solo un corso di formazione gratuito; un tipo di soluzione che era presente anche prima di Garanzia Giovani.
«Manca ancora il bando per i ragazzi che vogliono fare il servizio civile - racconta Anna Romei assessore alle politiche del lavoro della Provincia di Pisa - e mancano i bonus per le imprese che vogliono assumere. Manca anche il bando per l’autoimprenditorialità». Quel bando, in realtà, è stato attivato dalla Regione proprio ieri.
«I fondi - continua Romei - non sono ancora arrivati. Così, se si attiva qualche tirocinio, è merito della situazione privilegiata da cui partivamo in Toscana. Garanzia Giovani non ha cambiato la situazione. Si è innestato sui progetti che c’erano già».
Al 31 agosto i centri per l’impiego della provincia di Pisa avevano ricevuto 1.688 domande per il programma nazionale. «Quelli che si sono registrati fino al 4 agosto - spiega Donatella Donadel, dirigente del Servizio lavoro e sociale - hanno già sostenuto il colloquio. Abbiamo avuto 428 assenti ingiustificati. Questo ha prolungato l’attesa dei molti ragazzi veramente interessati al progetto». Dal punto di vista lavorativo, la provincia di Pisa è certamente tra le più attive: «Al 31 luglio con Garanzia Giovani abbiamo attivato 35 tirocini - prosegue la dirigente - Siamo riusciti a incrociare domanda e offerta di lavoro per 25 assunzioni a tempo determinato, tra cui un contratto di apprendistato». Si tratta di successi difficilmente ascrivibili al progetto. Il meccanismo che li ha permessi, infatti, era già oliato: «Noi abbiamo un servizio che chiamiamo “marketing” - racconta ancora Donadel - ci sono alcuni nostri operatori che contattano le aziende, raccontando le occasioni che offre il Centro per l’impiego. Molte imprese sono fidelizzate, quindi tornano da noi. È più facile inserire un giovane in questo circuito».
Nella provincia di Livorno, invece, 1.722 giovani hanno fatto domanda per il progetto. «Da noi la coda dura in media una ventina di giorni - chiarisce Paolo Borghi, che dirige i centri per l’impiego - ad oggi solo 75 ragazzi devono fare il primo colloquio».
Il 15 settembre, però, scadranno i 4 mesi dal primo colloquio per chi si è iscritto al progetto, cioé il termine entro cui il bando di Garanzia Giovani prometteva ai ragazzi un’offerta di lavoro, tirocinio, o, in subordine, di formazione. «Per il momento possiamo offrire i corsi previsti dal progetto Giovanilì - racconta ancora Borghi - Abbiamo predisposto anche una linea prioritaria per le imprese che vogliono assumere direttamente un giovane utilizzando i fondi della Garanzia. L'azienda chiama e dice che vorrebbe assumere un ragazzo. Allora si evita l'attesa per i colloqui di orientamento e si attiva direttamente il progetto, sia per i tirocini che per le assunzioni».
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