Toscana
A Santa Trinita attraversare il ponte è un gioco pericoloso
LIVORNO. Una ringhiera arrugginita e pericolante che attende da anni una sistemazione adeguata. Una barriera in cemento posizionata per mettere temporaneamente in sicurezza l'area, ma che sembra...
LIVORNO. Una ringhiera arrugginita e pericolante che attende da anni una sistemazione adeguata. Una barriera in cemento posizionata per mettere temporaneamente in sicurezza l'area, ma che sembra essere diventata una soluzione definitiva. E una pratica sempre più diffusa che porta alcuni pedoni a aggirare l'ostacolo in un punto estremamente pericoloso. Benvenuti sul ponte Santa Trinita, dove la sicurezza non pare proprio essere di casa.
Le foto inviate da Paolo Mura alla rubrica Segnala Livorno aprono un nuovo capitolo che interessa la struttura a due passi dalla Stazione marittima. Già in passato il ponte è stato al centro di discussioni e lamentele per la situazione di degrado che ospitava (con vere e proprie discariche abusive al di sotto delle volte) e per quelle "transenne perenni" messe in corrispondenza della curva, dopo che i ripetuti incidenti avevano causato l'instabilità della balaustra lato mare.
Ora gli scatti del lettore testimoniano ciò che spesso accade nel momento in cui, chi si sposta a piedi, si imbatte in quel new jersey in cemento: c'è chi, pur di non tornare indietro e fare il giro salendo sul marciapiede opposto, preferisce raggiungerlo attraversando la strada in un punto in cui la visibilità è scarsa per automobilisti e scooteristi che giungono da entrambe le direzioni.
La barriera in cemento, lo ricordiamo, era stata posta dall'amministrazione nel dicembre 2013. Un espediente per impedire a chi si sposta a piedi di proseguire lungo quella parte del ponte in cui le ringhiere sono divelte e a rischio caduta. In attesa di una riparazione, la barriera sembrava poter funzionare nel breve periodo. Anche perché insieme a transenne e new jersey erano stati posizionati alcuni cartelli direzionali alla base del ponte: la segnaletica indicava in modo puntuale quale fosse il marciapiede da impegnare fin dai primi metri della struttura.
Il problema è che la misura provvisoria pare essere diventata una soluzione definiva. E al contempo quel "rimedio" sembra causare ora una situazione ancor più pericolosa, se è vero che, sempre più frequentemente, i pedoni (molti dei quali turisti sbarcati dalle navi da crociera) arrivano fino al limite oltre il quale non è più possibile camminare e decidono lì di attraversare, mettendo a rischio la loro incolumità e quella di chi transita in auto e in scooter. Una mossa azzardata, dovuta forse all'imprudenza, ma favorita anche dall'assenza di quei cartelli direzionali che molto spesso, a causa del vento, non sono leggibili alle estremità della salita, perché rovesciati o seminascosti.
Insomma: la speranza è che il ponte Santa Trinita possa finire quanto prima nei radar della nuova amministrazione, per un intervento di messa in sicurezza definitivo, ma anche per una corretta manutenzione in attesa dei lavori veri e propri sulla balaustra pericolante.
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