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Livorno

«Un patto sulla costa o Firenze ci schiaccia»

«Un patto sulla costa o Firenze ci schiaccia»

Il presidente Kutufà: «Riforma populista che ha portato al caos. Ora si evitino fratture politiche...»

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LIVORNO. «Propongo alle 4 Province della costa di fare un coordinamento per bilanciare il potere della città metropolitana». Potrebbe essere questo il lascito politico dell’amministrazione di Giorgio Kutufà: «Un documento della costa, per evitare che Firenze ci schiacci».

Il presidente del Pd, per l’ultimo mese al timone del Palazzo, torna a puntare il dito contro la riforma delle Province. La legge 56 attribuisce agli enti ridimensionati competenze chiare in materia di strade provinciali, scuole superiori, ambiente (più la difesa del suolo), programmazione dei trasporti. Niente più materie come turismo o formazione, che gestivano in delega alle Regioni. «L’8 luglio – spiega Kutufà – era atteso un decreto del presidente del Consiglio per la definizione dello scacchiere professionale». Per dire come i dipendenti si muoveranno tra Province, Comuni e Regioni. Ma tutto è slittato a metà settembre. «L’amministrazione e il nuovo presidente – riprende – si troveranno in una difficoltà oggettiva: gestire il passaggio di beni e personale, con 370 dipendenti che ancora non sanno dove andranno. E sia i consiglieri che il presidente dovranno assumersi le responsabilità gratis».

Kutufà torna a polemizzare rispetto al fatto che: 1) «si è smantellato l’assetto provinciale senza avere un progetto»; 2) lo si è fatto «in modo populista, creando il caos e senza affrontare complessivamente il tema del decentramento, con prefetture, questure, consorzi...»; 3) «la presenza politica sarà ridotta, con un attacco alla partecipazione, mentre aumenteranno i poteri dei dirigenti, resteranno gli stipendi da pagare e l’operatività sarà resa più difficile dagli enormi tagli». Ma soprattutto, lancia l’sos, «il nuovo assetto penalizzerà la costa tirrenica». «Con l’elezione del 28 settembre – dice – Firenze diventerà un centro di potere fortissimo, con risorse particolari e fondi europei. Il rischio è che si vada verso un ulteriore potenziamento dell’infrastrutturazione nella Toscana centrale, a fronte di una costa che proverà solo a difendersi».

«Se la città metropolitana è istituzionalizzata – aggiunge – la costa dovrà contare su un disegno politico». Disegno che, secondo il rappresentante del Pd «prenderebbe meglio forma in caso di omogeneità politica dei quattro presidenti. Al di là delle appartenenze – sostiene di fronte all’avanzata a 5 stelle – l’interesse è quello di ottenere un risultato che non crei ulteriori fratture, il territorio non ne ha bisogno».(j.g.)

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