Il Tirreno

Livorno

Nogarin si schiera: «Sto con i riparatori»

di Giulio Corsi
Nogarin si schiera: «Sto con i riparatori»

Il sindaco ribadisce la volontà di modificare il Prp e rilanciare l’uso del bacino: «Ma non va cancellato il lavoro di questi anni»

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LIVORNO. «Noi stiamo con i riparatori». Filippo Nogarin conferma la posizione che aveva sostenuto durante la campagna elettorale. «Abbiamo preso in mano la questione prima di tanti altri che ora sono saliti sul carro - sottolinea non senza una nota polemica il sindaco -. La mia intenzione è di dare respiro agli imprenditori che si stanno buttando in questo settore e dar loro la possibilità di utilizzare i bacini».

Parole che se da un lato non lasciano dubbi sulla linea dell’amministrazione, dall’altro aprono grossi interrogativi sulle mosse che farà adesso palazzo civico.

La scelta politica di Nogarin e del gruppo M5s dovrà infatti presto tradursi in un atto. E quell’atto rischia di scontrarsi con una serie di altri atti e di situazioni. Per essere più chiari: il piano industriale dell’associazione di trenta imprenditori che chiedono l’assegnazione diretta dei bacini e a cui Nogarin e il M5s hanno garantito sostegno, si scontra palesemente col piano regolatore del porto che sta ormai compiendo gli ultimi passi, mentre l’idea delle riparazioni delle grandi navi contrasta con le scelte urbanistiche su Porta a Mare fatte dalle amministrazioni che hanno preceduto la giunta-Nogarin.

Davanti a questa situazione il dilemma rischia di essere cinicamente ridotto a una scelta mors tua-vita mea tra il piano industriale dei riparatori e il piano regolatore del porto. Ad oggi incompatibili tra loro.

Un compromosso pre-approvazione è tuttavia molto difficile da immaginare. Perché da un lato, davanti ad un’eventuale modifica del piano regolatore del porto richiesta dall’amministrazione comunale, dovrebbe ricominciare un iter lungo tra i due e i tre anni, che immobilizzerebbe il porto e tutta la riorganizzazione prevista dal Prp. E dall’altro il piano industriale dell’Ati, senza la possibilità di utilizzare a pieno il bacino grande e ripararvi le grandi navi - cosa che il Prp esclude esplicitamente - diventa insostenibile.

Schiacciato tra l’incudine e il martello c’è Filippo Nogarin. La cui posizione in questa partita è decisamente scomoda. Che cosa farà il primo cittadino? «Se il piano non è ancora stato approvato, ci rendiamo disponibili a fare le eventuali correzioni», si lascia andare in un primo momento Nogarin. Ribadendo subito dopo il concetto: «Se non è stato ancora approvato va da sè che siano correzioni che vanno fatte prima dell’approvazione definitiva». Poi però, davanti all’obiezione del cronista sul fatto che una modifica in corsa del piano regolatore comporterebbe la ripartenza dell’iter, il primo cittadino rallenta e si mostra aperto anche a soluzioni alternative: «La mia idea è quella di modificare il piano regolatore, ma non voglio essere troppo frettoloso nella decisione. E’ opportuno che questi passaggi siano compiuti cercando di non cancellare il lavoro fatto finora. Cancellare tutto sarebbe un peccato da ogni punto di vista, sia del tempo utilizzato per arrivare a certe conclusioni, sia del rispetto stituzionale di chi ha lavorato in questi anni». Sembra un’apertura all’ipotesi di un’approvazione - così com’è - del piano regolatore portuale, con l’accordo della variante successiva: «E’ un’ipotesi davanti a cui io non dico no in maniera pregiudiziale. Così come ad altre soluzioni. Vediamo nel dettaglio la richiesta fatta dai riparatori e come contestualizzarla nel piano. Una cosa è certa: ci sono trenta imprenditori che si mettono a disposizione della città per rilanciare un settore che deve essere tutelato e incrementato e che in passato ha rappresentato un panorama lavorativo livornese. Noi abbiamo deciso di ascoltarli e dar loro la possbilità di portare avanti un’operazione che porta posti di lavoro».

@giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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