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Livorno

L’Autorità Portuale fa retromarcia: «Ripareremo la porta»

LIVORNO. La frase che prevede lo smantellamento del portellone del bacino c’è, ma è come se non ci fosse. Anzi, fate conto che proprio non ci sia. E’ questo, in soldoni, il messaggio che arriva da...

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LIVORNO. La frase che prevede lo smantellamento del portellone del bacino c’è, ma è come se non ci fosse. Anzi, fate conto che proprio non ci sia. E’ questo, in soldoni, il messaggio che arriva da palazzo Rosciano, il giorno dopo l’articolo del Tirreno che raccontava il previsto smantellamento del portellone del bacino in muratura, messo nero su bianco a pagina 77 del piano regolatore del porto.

Con una retromarcia degna del miglior gambero, l’Autorità portuale cambia posizione e annuncia ora che «la porta del bacino in muratura verrà, senza alcuna ombra di dubbio, rimessa in piena funzione».

E per farlo l’Authority si avventura in una interpretazione quantomeno originale della frase incriminata, che in realtà lascerebbe poco spazio a letture diverse, come si può notare rileggendola integralmente nel Prp: “Verrà tolta la porta che chiude il bacino il quale quindi rimarrà in collegamento diretto con il mare e le banchine che lo delimitano verranno utilizzate come banchine di allestimento per eseguire interventi su imbarcazioni da diporto di grandi dimensioni in galleggiamento”.

«Ma quella frase - si giustifica l’Autorità Portuale - deve essere necessariamente letta in correlazione con i contenuti dello stesso paragrafo 7.7, nel quale, poche riga prima, si chiarisce che il bacino sarà comunque utilizzato per le riparazioni di navi e yacht e con le previsioni contenute nel piano operativo triennale 2013-2015, dove, a pagina 28, si specifica che l'Autorità Portuale procederà alla predisposizione di una gara pubblica per l'affidamento in concessione del comparto bacini (fisso e mobile), destinandoli (entrambi) all'allestimento ed alle riparazioni delle navi da diporto e a riparazioni di navi passeggeri e mercantili di piccola e media dimensione».

In pratica, dice l’Authority, quel capoverso non va letto, c’è ma è come se non ci fosse perché in un altro documento, il piano operativo triennale, si prevedono le riparazioni. Che senza bacino sono impensabili.

«La frase va semmai interpretata nel senso che una volta ripristinata la porta alle sue originali funzionalità, nulla vieta che questa, quando dovesse servire, sia tenuta provvisoriamente aperta, consentendo la momentanea trasformazione del bacino in una darsena allagata - aggiungono da palazzo Rosciano -. Ed in questo senso l'Autorità Portuale sta costruendo il bando di gara per l'assegnazione dei bacini di carenaggio». (giu.cor.)

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di Redazione web