Il Tirreno

Livorno

Un ex prete denunciato per le scritte “W Hamas”

di Lara Loreti
Un ex prete denunciato per le scritte “W Hamas”

Pio Gianelli, 71 anni, è stato indagato dalla Digos: ha confessato di essere l’autore «L’ho fatto per protesta contro la rimozione dello striscione anti Israele»

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LIVORNO. Il dibattito nei giorni scorsi è stato particolarmente acceso: alla comunità ebraica alla curia, dai centri sociali aelle varie associazioni. Una città che, pur nel commento di parte, s’è unita nel condannare chi, inneggiando il terrorismo, aveva scritto per cinque volte “W Hamas”, davanti a quattro chiese, tra cui il sagrato del Duomo, e per terra in via Grande. Un gran polverone e otto giorni di indagini serrate della Digos. E alla fine, è spuntato un nome, quello di Pio Gianelli. Nessuna fronda antagonista: c’è la sua barba bianca dietro la vernice rossa delle scritte “W Hamas”. A 71 anni, animato da un “moto di pancia”, come lui stesso ha rivelato agli investigatori, schivando le telecamere del centro, la notte tra il 23 e il 24 agosto, in base alle accuse, Gianelli è entrato in azione con in mano una bomboletta dalle sfumature amaranto. Ma è stato incastrato dalle testimonianze della gente. È stato visto, svelano gli investigatori. Le indagini, infatti, si sono basate soprattutto su ricerca di testimoni, comparazione delle scritte e altre fonti di prova tra cui le stesse immagini delle telecamere, che hanno fornito comunque elementi importanti per avvalorare l’accusa.

Il resto l’ha fatto la sua confessione. Nel momento in cui gli sono stati notificati gli atti, il 71enne ex sacerdote ha infatti ammesso le sue responsabilità. «L’ho fatto per protesta contro la rimozione dello striscione anti Israele affisso sugli Scali del Refugio», ha detto alla polizia. Già, proprio quello striscione della discordia, appeso sul muro nei giorni di Effetto Venezia, che tanto aveva fatto parlare di sé e che alla fine era stato rimosso spontaneamente dai centro sociali.

Una discussione politica, a tinte forti, sullo sfondo il conflitto israelo-palestinese: quello striscione ha fatto il giro d’Italia, tanto che l’ambasciatore d’Israele, Naor Gilon, aveva scritto al sindaco Filippo Nogarin. Lettere e interventi qualificati sul giornale, e anche discussioni. Poi, pochi giorni dopo la sua rimozione, spuntano le scritte. Il collegamento viene spontaneo. Livorno appare agli occhi di tutti non solo come città vicina ai palestinesi (proprio oggi in commissione consiliare si discute dei gemellaggi, e in lista c’è anche quello con Gaza) ma anche come luogo di sentimenti antisemiti. Ed ecco che il cerchio si chiude, ma fino a un certo punto. Se quelle scritte, infatti, hanno il comune denominatore delle polemiche delle ultime settimane, nate con lo striscione anti Israele, è anche vero che “W Hamas” risulta invece il gesto isolato di un cittadino che ha voluto in questo modo esprimere un suo pensiero personale. Il 71enne ha aggiunto di «aver esaltato Hamas come organizzazione nata per portare aiuto ai palestinesi e non per la deriva violenta che ha assunto dopo la sua creazione». A Gianelli viene contestato il reato deturpamento ed imbrattamento di cose di interesse storico.

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