Italia
Sporcizia e cartelli rotti, benvenuti alle Poste
Ritirare una raccomandata all’ufficio di via Masi è diventata un’odissea: ecco tutte le difficoltà
LIVORNO. Nel caso in cui vi debba essere consegnata una raccomandata, auguratevi di essere a casa al momento dell'arrivo del postino. Sì, perché il mancato recapito a domicilio della lettera potrebbe rappresentare per voi l'inizio di una Odissea fatta di complicazioni e disagi, ai quali sareste costretti a sottoporvi per entrare in possesso di quella missiva.
Dove? Ovviamente all'ufficio postale di via Masi, che ormai da tempo attira le lamentele di decine di utenti. Gli inconvenienti vanno dal rebus parcheggi all'incognita dei cartelli informativi, passando per il brutto colpo d'occhio, tra erbacce e sporcizia, del piazzale che porta dentro la struttura.
L'ultima segnalazione in ordine di tempo arrivata al Tirreno è quella di Marta Rapezzi. La lettrice ricostruisce la serie di ostacoli nei quali si è imbattuta quando, pochi giorni fa, si è recata in via Masi per ritirare una raccomandata non consegnata. La prima difficoltà è quella del posteggio. «Non è facile trovare la parte del parcheggio riservata al pubblico - sottolinea la lettrice - L'unica segnalazione che indica la sua ubicazione è contenuta in un pannello rotto e completamente illeggibile».
Dopo esserci passata davanti due volte senza notarla, Marta ha poi intuito che indicasse appunto il parcheggio. «Una volta individuata l'area riservata agli utenti - aggiunge - c'è da sperare di trovare effettivamente posto, perché i parcheggi disponibili sono appena quattro».
Dopo aver lasciato l'auto, per raggiungere l'ufficio postale si deve percorrere uno stretto passaggio, delimitato da alcune catene. E non si può proprio dire che i cittadini siano accolti nel modo migliore: tutto intorno regna infatti il degrado, tra vegetazione incolta e sporcizia di ogni genere. Si va dalle cartacce a bottiglie e involucri di plastica di bibite e alimenti, ma a farla da padrone sono soprattutto cartoni, buste e bigliettini di lettere o pacchi aperti e evidentemente scartati sul posto. Non solo: i contenitori solitamente usati per riviste e annunci pubblicitari si sono trasformati in piccoli cassonetti dai quali straborda la spazzatura.
Le peripezie non finiscono qui: l'ultima sfida, come spiegato la lettrice, è «individuare l'ufficio postale in un edificio dominato esclusivamente da insegne del corriere Sda. Nessun contrassegno visibile, nessuna indicazione: solo una serie di porte a vetri tutte uguali. Devo il successo della mia ricerca - rivela Marta - a una signora alla quale ho chiesto informazioni dopo averla vista aprire una busta che ho immaginato avesse appena ritirato. Eppure - così si conclude la segnalazione - basterebbe poco: nuovi cartelli, qualche posto auto in più e una bella pulizia». (g.c.)
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