E’ un ex prete l’autore delle scritte "W Hamas"
Pio Gianelli, 71 anni, anima del quartiere di Corea, ha confessato alla polizia che ha indagato per otto giorni sul caso. «Ho scritto per protesta contro la rimozione dello striscione anti Israele affisso sugli Scali del Refugio», ha detto agli investigatori
«Ho scritto W Hamas per protesta contro la rimozione dello striscione anti Israele affisso sugli Scali del Refugio». La confessione è arrivata nel weekend e lunedì mattina è scattata la denuncia. Nessuna fronda antagonista: c’è la sua barba bianca dietro la vernice rossa delle scritte W Hamas. A 71 anni, animato da un “moto di pancia”, come lui stesso ha rivelato agli investigatori, schivando le telecamere del centro, la notte tra il 23 e il 24 agosto, in base all’accusa, Gianelli ha setacciato il centro e Coteto, con in mano una bomboletta dalle sfumature amaranto. Ed è stato incastrato dalle testimonianze della gente. È stato visto, svelano gli investigatori. Le indagini, infatti, si sono basate soprattutto su ricerca di testimoni, comparazione delle scritte e altre fonti di prova tra cui le stesse immagini delle telecamere, che hanno fornito comunque elementi importanti per avvalorare l’accusa.
Il resto l’ha fatto la sua confessione. Non legato a movimenti antagonisti o a formazioni estremiste, nel momento in cui gli sono stati notificati gli atti, il 71enne è autore di un gesto isolato che a suo dire esalta Hamas in quanto organizzazione nata per portare aiuto al popolo palestinese e non per la deriva violenta che ha assunto negli anni successivi alla sua creazione. E’ stato scoperto grazie a testimonianze della gente e anche alle telecamere del centro, anche se lui secondo la polizia ha provato a schivarle.
La confessione di Gianelli, musicista, artista di strada, noto anche per aver preso a martellate 4 anni fa la sede del centro civico di Corea e per accese liti con i vigili, mette una pietra sopra alle polemiche legate alle scritte sulle chiese: nella notte tra il 23 e il 24 agosto erano state prese di mira Duomo, Domenicani, Rosario e Coteto, oltre che i portici di via Grande.
Il dibattito nei giorni scorsi ha incendiato gli animi: dalla comunità ebraica e simpatizzanti ai sacerdoti, fino ai centri sociali e alla gente “comune”. Una città che, pur nel commento di parte, s’è unita nel condannare chi, inneggiando il terrorismo, aveva scritto per cinque volte “W Hamas”, davanti a quattro chiese, tra cui il sagrato del Duomo, e per terra in via Grande. Un gran polverone e otto giorni di indagini serrate della Digos. E alla fine, è spuntato un nome, quello di Pio Gianelli. Il reato che gli viene contestato è di deturpamento ed imbrattamento di cose altrui aggravate dal fatto che il danneggiamento è avvenuto su monumenti di valore artistico come il Duomo.
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