Gioco
Discarica all’Attias, scoppia la guerra tra i commercianti
E in piazza spunta un cartello ironico: “sito archeologico di interesse turistico”, firmato da alcuni negozianti
LIVORNO. “Discarica Attias. Sito archeologico di interesse turistico”.
Leggendo il cartello spuntato fuori nel lato della piazza accanto a corso Amedeo, nel punto in cui quotidianamente si ammassano decine di scatoloni di cartone, si potrebbe pensare a una semplice goliardata.
Ma quel messaggio nasconde in realtà la critica di un negoziante che bacchetta una parte dei suoi stessi colleghi.
«Perché è facile puntare il dito contro l'amministrazione o coloro che si occupano della gestione dei rifiuti, ma siamo i primi a non rispettare l'ambiente e a non muovere un dito per salvare la nostra città».
A parlare è Enio Bottici, titolare della gelateria Dolcefreddo. È lui ad aver attaccato quel cartello nei pressi dell'angolo tra piazza Attias e corso Amedeo, dove un "quadrato" dello spazio da poco restaurato, delimitato da un muretto in cemento e rivestito da mattonelle, si è trasformato in un contenitore "abusivo" di scatole e scatoloni di cartone, lasciati ogni giorno da alcuni commercianti della zona, in attesa che passino gli operatori ecologici a ritirarli. Una sorta di consuetudine che però non contribuisce a dare una bella immagine della piazza.
Già in passato Bottici si è battuto per rendere il centro più vivibile, con proposte e iniziative condivise da molti colleghi.Stavolta, per esprimere il suo pensiero, ha preso carta e penna e ha scritto quel messaggio: «È un modo per attirare l'attenzione su questa cattiva abitudine quotidiana - commenta al Tirreno - Vi assicuro che quel colpo d'occhio non lascia una buona impressione a chi si reca in centro».
Il riferimento all'interesse "turistico" dei cumuli di carta e cartone è ovviamente al rapporto con i visitatori della nostra città: «Si parla spesso di brutti biglietti da visita di Livorno, questo è certamente uno di questi». Eppure basterebbe attraversare la strada per dare un minimo di decoro in più alla piazza. Anche perché a rimetterci sono la città e i turisti, costretti a fare un tour nel sito archeologico del degrado quando invece dovrebbero passeggiare nel salotto buono della città.
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